I dubbi di Forza Italia sui concorsi per i dirigenti in Loggia, Maione: “Non ci convincono”

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I concorsi per le poltrone di digenti in Comune non sono chiare all’opposizione, Forza Italia e Lega Nord in testa. Ad insinuare il dubbio è l’ex assessore alla Famiglia e Servizi Sociali, Giorgio Maione, che ieri durante una seduta della commissione Bilancio, da lui stesso presieduta, non ha mancato di rendere pubbliche le proprie perplessità. Come quella sulla gestione dei concorsi che hanno ridisegnato gli uffici della Loggia, dai dirigenti fino al personale organizzativo. “Come è possibile che un dirigente abbia firmato il bando al quale ha poi partecipato e vinto? E’ vietato”, ha tuonato Maione, che non ha risparmiato nemmeno di polemizzare sulle modalità di scelta del capo di gabinatto, Giandomenico Brambilla. Per il consigliere di opposizione si sarebbe trattato solo di un concorso pro forma, e la decisione del sindaco Del Bono sarebbe già stata fatta, “tant’è che annunciò il nome alla stampa prima della chiusura dei termini”. A rincarare la dose ci ha pensato il capogruppo in Loggia della Lega Nord, Nicola Gallizioli, che ha aggiunto come “la figura del capo di gabinetto si sovrappone a quella del direttore generale: in tempo di spending review due sono troppe”.

Non è mancata la replica, punto per punto, dell’assessore al Bilancio, Paolo Panteghini e del capogruppo del Pd in Loggia, Fabio Capra. Mentre il primo ha risposto sulla gestione dei concorsi limitandosi ad un lapidario: “abbiamo fatto tutto nel rispetto della legge. Se qualcuno non lo crede può fare ricorso al Tar. Ma dopo mesi non c’è neppure un ricorso presentato”, il secondo ha contrattaccato: “Non abbiamo paura di andare a fondo sulla nomina dei dirigenti. Ma a quel punto andiamo a controllare anche certe nomine fatte da Paroli”. E sulla questione capo di gabinetto ha concluso: Di fatto lo aveva anche Paroli e lo usava per ricevere i cittadini mentre lui era a Roma a fare l’onorevole”.

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  1. Forse Gallizioli non sa che nemmeno la figura del Direttore Generale è, a rigor di legge, prevista e necessaria. Però Triboldi, nominato da Paroli, non solo è stato riconfermato nel ruolo anche da Del Bono, ma pure riconfermato Amministratore Unico della controllata Brescia Infrastrutture e questo sembra vietato da una norma introdotta dal Governo Monti con decorrenza inizio 2013. L’interrogazione presentata al riguardo dal Movimento 5 Stelle ha avuto riscontro in un pindarico parere legale (a noi bresciani costato…solo 10.000 euro) nella persona di un ex parlamentare dell’Ulivo ai tempi di Del Bono, l’avv.Cerulli Irelli. Ovviamente la vicenda non è quindi da considerarsi chiusa, anzi.

  2. E’ arrivato così tanto il momento (modello??? asinoooo)che le uniche due pulci che è riuscito a fare sono morte prima ancora di pungere. Forse la destra ha solo perso un’occasione…e non dirò quale, a buon intenditor poche parole!

  3. se penso che la società civile si sta interrogando sul futuro dell’economia e questi che potrebbero fare qualcosa perdono tempo e fiato per polemiczzare sulle modalità del concorso, mi rendo conto che la visibilità sui media è sempre e ancora molto più importante dei fatti!

  4. Bravo Maione sempre preparato e pronto da Assessore prima e da Presidente della commissione bilancio oggi. C'è ne vorrebbero tanti di giovani così

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