Salta la conferenza sulle foibe all’ITIS Castelli: i giovani di Forza Nuova in protesta

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"All’istituto ITIS Castelli di Brescia, su pressione di alcuni professori è stata vietata una conferenza informativa sull’argomento delle foibe, già programmata da tempo e che avrebbe dovuto svolgersi stamattina. Ufficialmente il motivo è stato individuato in un cavillo burocratico, in realtà – come abbiamo potuto appurare – copertura di ben altre motivazioni ideologiche." Questa la nota diffusa questa mattina da Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova. Il gruppo ha organizzato all’interno dell’istituto  un presidio con volantinaggio. "Non è accettabile – hanno gridato al megafono fuori dall’istituto i militanti – che una tragedia che ha coinvolto decine di migliaia di nostri connazionali, trucidati o esiliati, venga relegata al dimenticatoio perché qualche professore ‘sessantottino’ ha deciso quali capitoli della storia possiamo ricordare e quali no. Abbiamo organizzato quindi questo presidio con volantinaggio, per affermare senza mezzi termini che ci sono giovani che non si arrendono e italiani che non dimenticano."

Al termine del presidio, una delegazione dei manifestanti ha ottenuto un incontro con la presidenza, nel quale sono state ascoltate le loro ragioni. Il presidio infine è concluso con una promessa: "Non lasceremo la presa finché gli studenti non avranno la possibilità di assistere alla conferenza e conoscere la storia senza filtri, in questa scuola come nelle altre."

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15 Commenti

  1. Il ricordo delle foibe é cosa troppo importante da lasciare in mano ai fascistelli di LS che negano l’esistenza dei campi di sterminio nazisti. Vanno ricordate tutte le atrocità di quel tempo, non solo quelle di parte.

  2. Centinaia di studenti hanno potuto invece stamttina sentire al S.Barnaba il Prof.Salimbeni, docente di Storia Contemporanea a Udine. Eccezionale intervento di analisi storica tracciata lungo la linea dei nazionalismi che hanno devstato l’Europa da centinaia di anni addietro. Una dissertazione tanto lucida da non risparmiare alcuno nella condanna della discriminazione omicida fondata su ideologie, religioni, razzismo, etnie contrapposte. Peccato per chi non c’era: davvero grande equilibrio del docente sia nell’ampia analisi che nelle conclusioni realistiche, razionali ed obiettive.

  3. Eh, si , cari utenti, ci fanno proprio sorridere(di amarezza)la CGIL, l’ANPI, che parlano di Foibe.Loro che hanno sempre difeso i "liberatori" titini. Loro che fino a pochi anni fa negavano il dramma del Popolo Dalmata ed Istriano.Ora cercano di appropriarsene e darne una lettura che a loro più piace.VERGOGNA!!!

  4. Ringrazio il prof. Ivan per il suo intervento che condivido più nelle conclusioni che nella storiella dello slavo che reagisce solo alla provocazione del cattivo e italiano fascista, perché non raccontare dell’italianità di quelle terre nei secoli precedenti? E dell’impero austriaco che fomentò gli slavi contro gli italiani perché avevano paura nel Risorgimento? Comunque veramente le conclusioni,al di la delle solite conte di parte, sono apprezzabili,sono da superare le ideologie (di quella fascista non perdiamo mai l’occasione di condannarla ma anche quella comunista non si è dimostrata da meno…e in quel caso pure l’imperialismo austriaco) che rovinarono terre dove da secoli convivevano etnie diverse.Detto ciò però le ricordo che fino ad ora abbiamo avuto politici italiani con la keppiah,a Lubiana sotto la stella rossa,ecc. ma di politici sloveni e croati di visita alle Foibe non ne ho ancora notizia…la pacificazione storica è possibile solo se c’è il riconoscimento delle proprie colpe da ENTRAMBE le parti.

  5. Non in quanti lo sappiano ma i titini uccisero fino mai responsabili del Pci di Trieste del CNL perché volevano che pure Trieste diventasse slava, altro che antifascismo, Tito utilizzo la lotta partigiana e la liberazione per i suoi scopi espansionistici!!!

  6. Giusto cancellare il messaggio di Ivan…. Era decisamente troppo lungo, ci vuole un po’ di rispetto per noi commentatori….. Se vuole pubblicare papiri di altri mandi un comunicato alla redazione…

  7. dall’AVVENIRE: Achille Occhetto ha dichiarato pochi gior­ni fa di aver «appreso del dramma delle foi­be solo dopo la ‘svolta della Bolognina’. Prima non ne ero mai venuto a conoscen­za »; testimone con ciò dello straordinario successo dell’operazione-sile nzio.Naturalmente gli addomesticatori comunisti non hanno ancora ricevuto il "contr’ordine compagni!"…

  8. L’Olocausto nazista ha prodotto 15 milioni di morti. I morti innocenti delle Foibe sono circa 7mila e vanno indubbiamente ricordati ma senza contrapporli ai morti dell’Olocausto, come invece fanno i neonazisti di FN e LS che mai hanno condannato i forni crematori.

  9. solo 15? io farei 20, 25 forse 40…ma si dai facciamo 100 e non se ne parli più! Nel frattempo abbiamo notizie del compagno Stalin? Lui si, che è stato un grande benefattore, non risulta che abbia mai fatto del male ad una mosca. Direi che assieme a pol pot va ricordato come uno dei grandi della storia dell’umanità. Ps: ho studiato storia sul tuo stesso sussidiario…..

  10. 15000000 milioni di morti??????? Ma basta idiozie!!!! Nessuno vuole dire che le due tragedie siano identiche ne nelle modalità ne nei numeri..la differenza è che da italiani è giusto ricordare questi morti..bisogna ricordarli perchè x 50 anni sono stati tenuti nascosti..erano italiani come noi..non solo i morti ma i profughi a cui i comunisti non permettevano di scendere nelle stazioni perche considerati fascisti..ennesima pagina vergognosa tenuta sempre troppo nascosta..ricordiamo i nostri morti in primis e poi tutti gli altri

  11. Confermo alcuni commenti, da figlio di profughi dalmati. Anche a Brescia l’accoglienza riservata a coloro che semplicemente si erano rifiutati di vivere nella Jugoslavia comunista di Tito, ma che avevano ancora in tasca documenti italiani, fu quella riservata, con terribile generalizzazione, a dei fascisti impenitenti. Per molti anni è’stata dura inserirsi nella vita normale, nei posti di lavoro, iniziare attività imprenditoriali tra sospetti in una patria inospitale e distacco struggente da una patria-terra natìa. Profughi due volte, purtroppo con tanto di memoria di tragici eventi sepolta per sessant’anni.

    ci riuscì alla grandde.

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