Consigli di quartiere, saranno 229 i volontari che rappresenteranno i cittadini

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Consigli di quartiere: questa la strada scelta dalla Loggia per "ascoltare il territorio". Organismi dove ogni ruolo sarà all’insegna della gratuità e che promuovano il coinvolgimento attivo delle comunità. Martedì scorso la giunta comunale ha dato le linee guida per come istituire gli organismi e disciplinarne il funzionamento. E dopo il passaggio in commissione, giovedì ci sarà il voto in consiglio.

La strada dei consigli di quartiere non è semplice e lo ribadisce anche l’assessore Marco Fenaroli al Corsera: "Non mi faccio illusioni – ha spiegato – non ci saranno masse che spingeranno il portone della Loggia per poter entrare. Ecco perché c’è bisogno di uno sforzo condiviso per coinvolgere la cittadinanza". Dopo il voto di giovedì, il Comune organizzerà degli incontri con i residenti per informarli sugli organismi, poi a maggio il voto definitivo in Loggia e a settembre-ottobre il voto, al quale potranno partecipare cittadini italiani del quartiere e gli stranieri con almeno 5 anni di residenza.

I consigli, delineati in questa prima fase, dovrebbero essere espressione di 33 quartieri. Ogni consiglio, che avrà un presidente e sarà organizzato in commissioni tematiche, dovrà eleggere da un minimo di 5 ad un massimo di 11 componenti (italiani o stranieri che siano residenti nel quartiere da 5 anni), in base al numero degli abitanti. Come ricorda il Corsera i consigli avranno «funzioni consultive sugli atti di programmazione comunale» e un «ruolo propositivo di analisi e di individuazione delle diverse problematiche territoriali». 

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