Manifestazione Pmi Roma, Piccioli (Confesercenti): giornata storica per le imprese bresciane

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“Si è trattato di un evento straordinario, che resterà nella storia per aver coinvolto oltre 60.000 piccole e medie imprese del commercio e dell’artigianato. Siamo orgogliosi di aver fatto parte, con oltre 200 imprenditori associati a Confesercenti, della nutrita delegazione che dalla provincia di Brescia ha raggiunto Piazza del Popolo a Roma”. Con queste parole il Presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale, Pier Giorgio Piccioli, commenta l’esito della grande manifestazione organizzata ieri a Roma da R.ETE. IMPRESE ITALIA, che ha mobilitato un numero almeno doppio, rispetto alle aspettative, di imprenditori da tutta Italia. Segno senza dubbio di una sofferenza senza precedenti per il tessuto delle Pmi, ormai allo stremo per l’assenza di un concreto piano di rilancio dell’economia e per una pressione fiscale che ha raggiunto limiti intollerabili. Ma anche di una grande vitalità e della volontà di non deporre le armi, che Confesercenti ritiene essere un chiaro messaggio lanciato, oltre che al Governo centrale, anche alle Amministrazioni locali.

“Siamo andati in Piazza del Popolo – continua Piccioli – “per dire “Basta”, per far sentire la nostra voce, per urlare la nostra rabbia. Ci siamo rivolti al nuovo Governo con spirito propositivo, ma risoluto. Non c’è più tempo per attendere oltre. Ma con altrettanta determinazione oggi, il giorno dopo la grande manifestazione, ci rivolgiamo a tutti gli Amministratori locali. È a loro che va il nostro appello, affinché comprendano il ruolo fondamentale delle nostre imprese anche per le loro comunità e, di conseguenza, le pongano al centro delle loro scelte”.

“Non siamo Bancomat – sottolinea il presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale – e la pressione fiscale, anche a livello locale, è ormai insostenibile. Troppo spesso ascoltiamo dai nostri amministratori bellissime parole a sostegno dell’imprenditoria, non seguite dai fatti, purtroppo. Siamo scesi in piazza per ripartire, perché dal futuro di questo sistema, dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario, dipende il futuro del nostro Paese”.

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