L’assessore Vivaldini torna da Roma con 20 milioni per la Corda Molle e 250 per l’autostrada della Valtrompia

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Un viaggio decisamente redditizio. L’assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Brescia, Maria Teresa Vivaldini, è tornata ieri da Roma con in tasca 270 milioni di euro. Insomma, non proprio in tasca ma virtualmente in cassa. 

La missione romana dell’assessore presso il Ministero delle Infrastrutture non era per nulla semplice, e l’esito era tutt’altro che scontato. Alla presenza del presidente dell’Anas Pietro Ciucci, Maria Teresa Vivaldini ha lasciato intendere di avere fatto "la voce grossa" per chiedere che venissero sbloccati i soldi per due opere fondamentali per la viabilità bresciana. 

Per quanto riguarda la cosiddetta Corda Molle (nella foto l’inaugurazione del tratto, con la stessa Vivaldini e Parolini) l’assessore ha ottenuto lo sblocco di 20 milioni di euro necessari per risarcire i proprietari terrieri i cui fondi sono stati espropriati per la realizzazione delle corsie aggiuntive alla Sp19. In molti casi (in totale gli interessati sono più di duecento) gli stessi agricoltori sono già stati dal notaio per la ratifica dell’accordo, ma non hanno ancora ricevuto alcun risarcimento. 

L’altra partita giocata sul tavolo romano è quella per il raccordo autostradale della Valle Trompia. Dopo i tribolati accordi tra Anas e, anche qui, i proprietari terrieri e di immobili che verranno espropriati, finalmente il Ministero ha sbloccato i 250 milioni necessari per espropri e apertura dei cantieri. C’è però un piccolo intoppo "politico": solo il nuovo governo, quello che uscirà dalle contrattazioni del nuovo premier Matteo Renzi, potrà aggiudicare i lavori alle società incaricate. Dopo anni che la Valle attende, un altro mese si può ben sopportare.
(a.c.)

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  1. Cosa ? 270 milioni virtualmente in cassa ? Subito dopo si parla di un "leggero problemino politico" correlato agli avvisi di gara pubblici che ancora devono partire così come ovviamente i cantieri. Nel frattempo in Valtrompia e nella Valgobbia lumezzanese le imprese o chiudono o delocalizzano a raffica. Più che un raccordo autostradale a breve servirà…una buona pista ciclabile. Tempus fugit anche per gli assessori provinciali presenti e passati (vedasi foto ricordo dell’articolo).

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