Carabiniere picchia un ragazzo: lo Stato anticipa il risarcimento, ma ora presenta il conto

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Picchiò un ragazzo in servizio, fu condannato a risarcirlo e lo Stato gli anticipò il denaro. Ora però la Corte dei Conti gli chiede indietro i soldi. Tutto successe ventidue anni fa: come ricostruisce il Corsera l’agente del nucleo operativo radiomobile di Padova Giampiero Finco, di Sirmione, fermò un ragazzo per irregolarità nella guida di un ciclomotore e schiamazzi. Lo scontro fu duro e il carabiniere fu accusato di avergli cagionato, «volontariamente, colpendolo con un calcio, la rottura del testicolo destro». Avendo poi omesso la collutazione nel rapporto dello scontro il pm allora portò in giudizio Finco che fu condannato in primo grado a otto mesi e dieci giorni, pena sospesa, e al pagamento di cento milioni di lire alla parte lesa.

Cinque anni dopo, la corte d’appello di Venezia dichiarava prescritto il reato, ma confermava il risarcimento. Infine in sentenza definitiva, nel gennaio 2002, la vittima chiese il risarcimento dei danni sia agli imputati, sia al ministero della Difesa e al Viminale. Il 27 giugno 2006, il ministero anticipò il risarcimento, obbligandosi « a corrispondere alla parte lesa 63.968 euro, di cui 51.645 a titolo di somma capitale, 9.411 quale misura percentuale, pari al 50%, degli interessi, e 2.911 come onorario per la transazione», liquidati otto mesi dopo dalla prefettura di Venezia.

Ora lo Stato ha presentato il conto a Fisco: la Corte dei Conti ha stabilito che l’uomo debba corrispondere al ministero 52mila euro più interessi.

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