Chiesto il processo per Lancini e altri venti: a giugno l’udienza preliminare

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Non ha mai intascato soldi o benefici materiali, il sistema che ha messo in atto, ribattezzato "modello Lancini", era volto a creare e alimentare attorno a lui il consenso popolare. Il pm Silvia Bonardi ha chiesto ieri il rinvio a giudizio per il sindaco di Adro Oscar Lancini e per altre venti persone che saranno in aula per l’udienza preliminare il 20 giugno.

Assieme al sindaco ci saranno l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanna Frusca, il funzionario Leonardo Rossi, l’ex segretario comunale di Adro Carmelo Bagalà e gli imprenditori edili Emanuele Casali ed Alessandro Cadei; stralciata invece la posizione di Alberto Rinaldi e Mirko Paris. L’accusa è quella di avere messo in atto un sistema volto alla gestione irregolare delle opere pubbliche, affidate a ditte contattate personalmente dal sindaco senza regolare gara d’appalto. Ricordiamo che tutto è partito dalla denuncia dell’opposizione di Adro in seguito ai lavori per la realizzazione dell’area-feste da parte di ditte vicine a Lancini (leggi la notizia), poi l’indagine si è allargata su altre opere realizzate dall’amministrazione (leggi la notizia). 
(a.c.)

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11 Commenti

  1. "L’accusa è quella di avere messo in atto un sistema volto alla gestione irregolare delle opere pubbliche, affidate a ditte contattate personalmente dal sindaco senza regolare gara d’appalto." Questo è il reato e non ci vuole molto per capirlo, ma forse qualcuno ha scambiato il rispetto e l’applicazione delle legge per "lotta politica". Precisazione: si parla solo di rinvio a giudizio quindi il reato è ancora tutto da dimostrare.

  2. A roma i sindaci hanno fatto debiti per 12 miliardi di euro e nessuno li tocca, il sindaco di Adro amato dai concittadini perchè ha governato bene senza buonismo viene mandato a processo con un pretesto…se avesse la tessera del pd gli avrebbero fatto un monumento.

  3. Liberiamoci velocemente di un sindaco che non ha fatto altro che gettare discredito sul nostro paese. Da anni siamo sulle pagine di tutti i giornali nazionali e locali per pagliacciate messe in scena solo per provocare. Perché dobbiamo pagare noi cittadini per la propaganda personale e di partito?

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