Il caso della 41enne affetta da Sensibilità chimica multipla: lo Stato non c’è

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    Settemila. Tanti sono i cittadini della Bassa Bresciana che fino ad oggi hanno firmato la petizione per chiedere che la Sensibilità chimica multipla venga riconosciuta dallo Stato come malattia rara. Settemila cittadini che purtroppo sanno cosa è la Mcs (dall’inglese, Multiple Chemical Sensitivity) grazie al caso di Albina Alghisi, una 41enne residente a Cadignano, frazione di Manerbio.

    La storia di Albina è ormai conosciuta da molti nella Bassa Bresciana. Sposata con Matteo e madre di una bellissima bimba, Albina è affetta dalla malattia dal 2006. In concreto si tratta di una potente "allergia" a molte sostanze chimiche, quelle presenti nell’aria, quelle che compongono gli alimenti o gli abiti che indossa o con i quali viene a contatto. Nella vita di tutti i giorni questo si traduce nell’impossibilità di fare una passeggiata all’aria aperta senza indossare una speciale mascherina ai carboni attivi prodotta in Svizzera, a vivere in una casa costruita (a Cadignano, il più lontano possibile da fonti di inquinamento senza abbandonare la sua famiglia e quella del marito) senza l’utilizzo di sostanze chimiche, nel cibarsi esclusivamente di patate bollite, tacchino e grano saraceno, rigorosamente biologici. Vuol dire anche parlare solo per pochi minuti al telefono, a causa dei campi elettromagnetici, usare prodotti neutri per la pulizia, lavare più e più volte i capi d’abbigliamento in cotone prima di poterli indossare. Vuol dire che suo marito e sua figlia prima di tornare a casa devono "decontaminarsi". Vivere con cortisone e antibiotici a portata di mano.

    Il caso di Albina, raccontato stamane sulle colonne di Bresciaoggi, ha scosso le coscienze di molti perché lo Stato non riconosce ufficialmente la sua malattia, e dunque lei non riceve alcun sussidio sebbene le spese che debba sostenere siano parecchie. Perdipiù Albina è da otto anni che non lavora, e non riceve la pensione di invalidità dall’Inps. La raccolta sarà indirizzata in Regione Lombardia, ma l’obiettivo è quello di ottenere qualcosa dal Ministero della Salute.

    Per lei finora 7mila cittadini hanno firmato la petizione, in oratorio a Manerbio (dove c’è un punto di raccolta permanente) o altrove.
    (a.c.)

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