Stamina, l’Ordine dei medici di Brescia contro i giudici: il medico deve operare secondo coscienza

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Imporre a un medico di operare non secondo coscienza è come tornare ai lager nazisti. Questo il paragone che fa Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei medici di Brescia, per porre l’accento sul caso Stamina e su quei medici del Civili obbligati dai giudici di diversi tribunali a somministrare la cura. Per dare appoggio ai medici  l’Ordine, scrive il Corsera, ha deciso di inviare al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ai presidente delle commissioni Sanità di Senato e Camera, al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e al presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini dei Medici) un documento approvato all’unanimità dal Consiglio Direttivo dell’Ordine bresciano dove c’è scritto che «La libertà e l’indipendenza della professione costituiscono le basi essenziali dell’agire medico. Un principio, dettato dal Codice deontologico, che assicura ad ogni medico la possibilità di decidere secondo scienza e coscienza il percorso di cura più indicato per ogni paziente, e che il caso Stamina ha messo pesantemente in dubbio, sull’onda di pronunce della magistratura. Il principio di autonomia e di libera scelta clinica deve prevalere sempre e comunque. Quest’Ordine pone con forza il problema del diritto di ogni medico di rifiutare la prestazione professionale laddove confligga con i propri convincimenti tecnico-scientifici e riferimenti deontologici».

Il documento vuole essere un segnale forte dopo che alcuni magistrati hanno sottolineato come le sentenze della magistratura ordinaria vadano considerate superiori, rispetto al codice deontologico. Di Stefano spera che il nuovo comitato scientifico dedicato al caso Stamina e nominato dal ministro Lorenzin possa fare chiarezza sulla questione: «Finora i medici erano liberi di sospendere o cambiare un trattamento che si ritenga non più efficace. – ha concluso Di Stefano – Ora quella libertà sembra non esserci più».

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  1. Io invece non capisco, e mi scuso in partenza, un passaggio. Quando è partita la sperimentazione del metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia, senza che vi fosse alcun supporto di attendibilità e verifica scientifica nè l’autorizzazione, trattandosi di farmaci, dell’AIFA (il cui Presidente è nientemeno che il Prof.Pecorelli), chi ha obbligato all’inizio i medici ad usare comunque sperimentalmente la cosidedetta terapia ? La Direzione degli Spedali Civili o la Regione o la Magistratura o chi altro ? Nessun medico si è opposto ? Ecco, mi manca questo avvìo nel nome della libertà e della deontologia secondo scienza e coscienza, visto che non c’era nessuna base scientifica valida e la coscienza doveva suggerire, anche ad uno studente del primo anno di Medicina, solo enormi dubbi clinici. Capisco invece quanto accaduto dopo e che ha sì dell’assurdo. Con la Magistratura che interviene, a seguito delle istanze di Vannoni e soci nonchè di pronunciamneti e sentenze, obbligando dei medici a riprendere quelle che non erano nè terapie nè cure palliative, ma una truffa vera e propria. In sintesi, gravi responsabilità soprattutto politiche, ma non si poteva fermare tutto da subito, dal primo giorno ?

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