San Bartolomeo, allo studio un nuovo insediamento industriale: le preoccupazioni

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Massima cautela. Sembra questa la linea che la maggioranza in Loggia intende seguire in merito alla richiesta che è arrivata in Comune per la realizzazione di un nuovo impianto industriale a San Bartolomeo. La questione è già stata discussa all’interno della Commissione Urbanistica, e tutto è stato rimandato all’analisi di nuovi dati chiesti alla ditta che ha fatto richiesta del permesso di costruire.

Si tratta senza dubbio di una delle spine del fianco delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni alla guida della Loggia: il rapporto tra i cittadini residenti a San Bartolomeo e le esigenze lavorative delle aziende situate nel quartiere di San Bartolomeo, soprattutto, ma non solo,  della Ori Martin. E’ di tempo fa la notizia di una richiesta giunta in Comune per la realizzazione di un nuovo sito produttivo su un’area di circa 25 mila metri quadrati tra via Stretta e la tangenziale Montelungo, su un’area di proprietà di Paterlini Shares. Paterlini cederebbe una parte dell’area alla Milesi Srl di Villa Carcina, che vi insedierebbe impianti per il taglio di nastri di acciaio inox, in un capannone lungo circa 100 metri e alto 10, con annesso un deposito per gli scarti di lavorazione e una palazzina per gli uffici. Come opere di mitigazione verrebbe creata una fascia di verde su via Montelungo e il collegamento con la pista ciclabile Casazza-Collebeato su via Stretta, tramite percorso delimitato da filari di alberi. Riguardo alle opere viarie si realizzerebbe una rotatoria su via Strettae una bretella che immette sulla tangenziale.

Nel Pgt l’area principale su cui si interverrebbe è classificata come artigianale, le abitazioni però non distano molto. Per questo le preoccupazioni, per l’inquinamento acustico e soprattutto per la viabilità pesante nel quartiere, sono molte, sia da parte della maggioranza, per voce dello stesso assessore Michela Tiboni, che dell’ooposizione in Commissione. Per questo motivo sono stati chiesti gli approfondimenti all’azienda Milesi, e verranno studiati in maniera precisa gli effetti sul traffico.
(a.c.)

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  1. la solita Italia…imprenditor i vogliono fare..mettere in circolo denaro ..fare la prorpia perte per fare girare l economia e magari anche creare qualche posto di lavoro sia nell azienda sia nell indotto visto che un capannone lungo 100 mt e alto 10 sara’ un bel pezzo di cemento e i soldi riimessi in corcolo saranno qualche milione…che si trovi in fretta uan soluzione con delle distanze ma che si arrivi presto a una conclusione…la buricrazia soffoca l economia non dimentichiamolo…an che treni passano dove qualcuno abita …diciamo allora a quai signori di san bartolomeo di non prendere mai quei treni..etc etc

  2. Con tutti i capannoni che ci sono in zona e sono lasciati a marcire! E poi diciamolo: area artigianale non vuol dire area industriale!

  3. gli abitanti di San Bartolomeo hanno già fuori dalla porta di casa l’acciaieria Ori Martin e la Palazzoli, non disdegnano posti di lavoro ma chiedono posti che non creino ulteriore pericolo per la salute, sono stati trovati inquinanti come cromo esavalente, diossina e PCB nella uova, nei vegetali e nell’acqua …

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