Vitalizio, accolto il ricorso dell’ex sindaco Paroli. Non dovrà aspettare i 60anni

16

L’ex sindaco di Brescia ed ex deputato del Pdl, Adriano Paroli, ha ottenuto l’accoglimento del ricorso, presentato nel 2012, per incassare il vitalizio da deputato dopo quasi vent’anni di contributi versati. Questa la decisione del Collegio d’appello della Camera dei deputati.

Nel giugno del 2012 l’ex sindaco aveva infatti presentato ricorso in seguito alla modifica della regola per cui ai deputati bastava raggiungere i 50 anni d’età per percepire la pensione, poi cresciuta di 10 anni e portata a 60 anni. A quel punto Paroli ha presentato ricorso insieme ad altri 31 deputati di diverse aree politiche. Tra loro anche i bresciani del gruppo Lega Nord Roberta Pizzicara, Flavio Bonafini e Giulio Arrighini, i cui ricorsi sono stati però giudicati “infondati”.

Diverso, invece, il risultato per Paroli che, ottenedo l’accoglimento del ricorso, potrà ottenere il vitalizio da deputato senza attendere il compimento dei 60 anni d’età. Soddisfatto, l’ex sindaco di Brescia ha commentato sul Corsera di Brescia: “Una buona notizia per me come per altri che erano nelle mie stesse condizioni. La preoccupazione era non avere certezza di quel diritto acquisito”.

close
La newsletter di BsNews prevede l'invio di notizie su Brescia e provincia, sulle attività del sito e sui partner. Manteniamo i tuoi dati privati e li condividiamo solo con terze parti necessarie per l'erogazione dei servizi. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Privacy Policy, che trovi in fondo alla home page.

Comments

comments

16 Commenti

  1. immagino che mentre faceva ricorso si preoccupava di firmare il POSTICIPO alla pensione di qualche milione di italiani. Ho fatto bene a votare Del Bono

  2. Il giovanotto Paroli dovrebbe viaggiare sui 5.000 euro lordi al mese per il ditirro acquisito, come lo chiama lui. Nella prossima vita puntiamo tutti a fare i parlamentari o i consiglieri regionali, ovviamente senza limiti di legislature: reddito vitalizio certo, figli che possono studiare, nessun rischio d’impresa, nessun fallimento dell’azienda di cui si è dipendenti, nessun problema di clienti se si è liberi professionisti. Allegrìa.

  3. Com’è che per i politici sono sempre diritti acquisiti, mentre per dipendenti e artigiani posso cambiare le regole in corso? per noi da 35 a 40 poi 42 anni, per loro, bastano venti? che schifo.

  4. domani? c’è chi il lavoro non ce l’ha nemmeno oggi…
    Fa sempre "piacere" vedere quali sono le priorità per i parlamentari… a prescindere dagli schieramenti.

  5. Ma che schifo !!! Chi te li da quei soldi li che hai "vinto" ingiustamente? E allora perchè non chiamano noi a pronunciarci su questi tipi di ricorsi invece che giudici collaboranti

  6. Siete tutti ingiusti ed ingrati: soldi guadagnati, quei 7.000 euro al mese da oggi sino al pensionamento dalla vita terrena. Paroli significa decine di leggi presentate come primo firmatario in Parlamento, molte esigenze del territorio bresciano portate all’attenzione pubblica istituzionale, il problema del PCB Caffaro risolto in Commissione Ambiente quando ne era Presidente alla Camera. E poi la frenetica attività in Consiglio Provinciale con centinaia di delibere in favore dei bresciani. Senza dimenticare l’Assessorato in Comune con Corsini Sindaco dal 1991 al 1994. E poi il clou da Sindaco di Brescia dal 2008 al 2013: sempre qui vicino ai concittadini bresciani e mai a Roma come parlamentare. Niente auto blu con cui si rischia di pagare contravvenzioni per eccesso di velocità in autostrada, niente Artematica a gestire astutamente le mostre cittadine, rinuncia in partenza alla follia del bonus bebè preteso dagli alleati leghisti, niente Direttori Generali da assumere perchè il ruolo non è previsto dalla legge. E per finire un enorme avanzo di gestione nelle casse comunali lsciato in eredità a Del Bono. E nessuna forzata inaugurazione del Metrobus in scadenza del suo mandato perchè poteva costare 100 milioni di euro di transazione con l’ ATI Breda-Ansaldo vincitrice dell’appalto. Insomma: questi sono fatti, cari ingrati: lasciate quindi che il Paroli si goda il meritato vitalizio e andate tutte la mattine a lavorare per pagarglielo.

  7. Caro stradivarius tu che fai al lavoro ? Guardi le stelle ? No, non credo, ognuno di noi al lavoro da moltissimo ma non per questo riceviamo il vitalizio, con questo che voglio dire ? Voglio dire che le indennità o ci sono per tutti o non ce ne sono per nessuno, basta con questi favoritismi.

  8. Il vitalizio per i politici è un’istituzione demenziale: lo capite o no che in più l’On.le Paroli ricevererà la pensione quando e come, per lui come per tutti, in base alla nuova normativa delle leggi Fornero, ma che già a 52 anni intasca di diritto qualcosa che non ha un riscontro di analoga spettanza tecnica o retributiva o contributiva, o mista come tutti gli altri cittadini ? E’ questo tipo di diritto che non ha alcun senso in nessun senso. Io sono un pensionato che ha lavorato per trentasei anni come dipendente privato e con altri quattro anni di contributi come dipendente in azienda famigliare e altri quattordici mesi di contribuzione figurativa per il servizio militare. Il vitalizio di Paroli da settemila euro lordi al mese deriva dall’attività di parlamentare dal 1996 al 2012: ci siamo capiti e non c’è niente da aggiungere, mi pare.

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome