Caso Morelli, Lega: il sindaco sfiduci l’assessore

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Con una nota stampa sono intervenuti il Segretario cittadino della Lega Nord Paolo Sabbadini e il Gruppo consigliare composto da Massimo Tacconi e Nicola Gallizioli, in merito alla vicenda che ha visto protagonista l’Assessore Morelli e gli agenti della polizia locale di Brescia. La Lega attacca con forza il comportamento dell’Assessore che, come riportano alcuni testimoni, avrebbe reagito male agli agenti che le stavano facendo una multa perché guidava con il cellulare in mano, con espressioni del tipo: "lei non sa chi sono io".

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

“Coloro i quali ricoprono una carica pubblica dovrebbero essere da esempio per la cittadinanza, l’ Assessore all’Istruzione Morelli si è resa protagonista di un episodio deprecabile e da condannare”  – fermata dalla Polizia Locale in Via S Faustino, mentre era alla guida della propria auto con cellulare alla mano, gli agenti le hanno chiesto i documenti e si stavano apprestando a compiere le operazioni di routine quali la sottrazione dei punti patente quando, pare che l’ Assessore abbia reagito alla notizia in modo assolutamente scomposto scagliandosi contro gli agenti con frasi di alto spessore e contenuto quali: – LEI NON SA CHI SONO IO".

Il comportamento tenuto è inammissibile ed inaccettabile, l’ Assessore ci dica se la carica che ricopre la fa sentire superiore e titolare di maggiori diritti rispetto a tutti gli altri cittadini bresciani, ci dica con quale faccia si presenterà nelle scuole a parlare con i nostri figli di valori quali -il senso delle istituzioni e il buon esempio-.

Un Assessore che ha imparato molto bene le lezioni date dal Sindaco sul tema dei rapporti e dell’educazione da tenere con la Polizia Locale; ci si ricorda Del Bono, in occasione della sua prima uscita pubblica, affermare che il corpo di Polizia Locale andava rieducato come se sino ad allora il Corpo non fosse stato in grado di adempiere con correttezza le proprie mansioni. 

Una tematica cosi delicata, come quella dell’istruzione, necessita  un comportamento irreprensibile da parte della figura principale dell’Assessorato, le modalità dell’episodio sono completamente in antitesi con i valori che dovrebbero spingere un Assessore nella propria quotidianità, per questo motivo invitiamo la Morelli a dimettersi dalla carica che non ha saputo rispettare.

La Lega Nord chiede al Sindaco che faccia piena luce sull’accaduto, mostrando ai cittadini bresciani la copia del verbale sulla quale vi è annotato come si sono realmente svolti i fatti,  se effettivamente l’episodio si fosse svolto con queste modalità è onere del Sindaco sfiduciare l’Assessore, se anche il Sindaco si rivelasse non all’altezza e non in grado di prendere la decisione in oggetto, sarà il nostro gruppo consigliare a portare avanti la mozione di sfiducia.

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5 Commenti

  1. Su da bravi. Allora Paroli, nella vicenda delle carte di credito in uso agli assessori, avrebbe dovuto sfiduciarli tutti e subito. Per non parlare di Artematica, con un parziale riritro di deleghe ad Arcai. Lasciamo perdere…

  2. I moralizzatori Morelli e Rolfi hanno qualcosa da dirci in merito allo scandalo "Infrastrutture Lombarde" e al "caso" Moretti ( Lega Nord ) ? Stanno forse in silenzio organizzando una fiaccolata contro Roma, pardon, Milano ladrona ?

  3. "Coloro i quali ricoprono una carica pubblica dovrebbero esse di esempio per la cittadinanza" Si riferisce forse a Cota ?

  4. chi non ha peccato scagli la prima pietra ….sarebbe da dire , visto cosa sta succedendo ricordando ad alcuni la "storia delle carte di credito" e dei viaggi da e per Milano di Paroli e Rolfi. su non siamo ridicoli e lasciamo lavorare i Vigili che hanno giustamente multato una persona …..ma lasciamo lavorare un Ass.re che sta lavorando bene per la nostra città .

  5. Siccome così fan (quasi) tutti dobbiamo ignorare il caso? Credevo fosse finita l’epoca del ” lei non sa chi sono io” condito, pare, da ammonimenti minacciosi. La cosa grottesca è che anziché stigmatizzare i comportamenti, si operi sulla base del colore politico. Non se ne esce più, da quell’orribile malcostume.

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