Aperto il cantiere per la futura chiesa ortodossa a Sanpolino

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Con un anno di ritardo, ma i lavori ora sono ufficialmente avviati. E’ partito nei giorni scorsi il lungo iter che porterà alla realizzazione di un oratorio e di una chiesa ortodossa situati in un terreno tra via Merisi, via Fiorentini e corso Bazoli, a Sanpolino. Nel quartiere quella ortodossa dei romeni sarà la prima chiesa cristiana, visto che manca ancora quella cattolica.

L’area, di proprietà del Comune di Brescia, nei pressi della fermata della metropolitana e del distaccamento della Polizia Locale, è stata data in concessione alla comunità ortodossa bresciana per 99 anni, al costo di 85mila euro. L’atto notarile è stato siglato dalla vecchia amministrazione, che diede il via alla concessione (leggi la notizia dove si fa riferimento alla decisione), nel dicembre 2012. I lavori sarebbero dovuti partire un anno fa, ma solo ora è giunto il momento della cantierizzazione.

La priorità per gli ortodossi bresciani è quella di avere l’oratorio: per questo motivo il cantiere partirà proprio da quello. In un secondo momento di penserà alla chiesa, nel frattempo i fedeli bresciani continueranno ad utilizzare la cappella nell’istituto Razzetti di via Milano o la chiesa a Breno. I fondi per la costruzione degli edifici saranno ricavati dalle donazioni degli stessi fedeli. Allo scopo è stato attivato un conto corrente intestato alla Parrocchia ortodossa romena presso la Bcc Agro Bresciano di Brescia-San Polo; l’Iban per effettuare donazioni è IT 37 C 08575 112010 00000 183624. Sabato prossimo ci sarà la benedizione del terreno.
(a.c.)

 

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  1. Atto notarile siglato nell’era paroliana. Quindi il buon Rolfi, allora Vicesindaco, ci potrà oggi spiegare quale differenza ci sia tra edificare un luogo di culto ortodosso, ebraico o islamico in una città come Brescia.

  2. La differenza è nella cultura. Protestanti, ortodossi, cattolici o anglicani sono cristiani e quindi simili e assimilabili.
    Ma continuiamo pure a tenerci le fette di salame sugli occhi (se non da fastidio agli islamici…) e a dire che tutte le culture sono uguali.

  3. non solo sono più assimilabili,ma accettano di buon grado anche le regole costituzxionali sulla liberta’ di culto,cosa che gli islamici fan un po’ più fatica a fare………..

  4. Dunque si teorizza l’esistenza di una cultura della discriminazione religiosa ed una ancor più solida discriminazione basata su criteri di assimilabilità tra religioni pur diverse ? Bene, allora parliamo di religioni monoteiste e di tutte le altre, così ci sta pure l’Islam. E poi qualche docente emerito di storia ci parli delle Sante Crociate per liberare il Santo Sepolcro e, perchè no, del reinsediamento, tutto religiosamente dovuto, degli Ebrei in Palestina dopo la fine del secondo conflitto mondiale. E poi, per concludere, rileggetevi tutti la Costituzione in attesa che Renzi la riscriva totalmente d’intesa con Berlusconi…

  5. appunto pentastellante,rileg giti la costituzione,come fanno gli islamici a fare un concordato con lo stato?e,anche se una parte lo facesse,siam sicuro che sia valido per tutte le facce dell’islam?

  6. Il Concordato fra Stato Italiano e Chiesa cattolica (due gli accordi, per l’esattezza, il primo noto come Patti Lateranensi sottoscritti da Mussolini per l’Italia e dal card.Gasparri per la Santa Sede) è un frazione minimale e specifica dei diversi articoli dell’attuale Costituzione in tema di libertà religiose, di culto e via dicendo Tema nel quale è il concetto cardine della laicità dello Stato a fare da discriminante. Capisco i distinguo, ma non li sottoscrivo proprio perchè non siamo una teocrazia come gran parte invece dei paesi dell’Islam.

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