Il Pd discute di lavoro e sviluppo in Europa con Sergio Cofferati

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Proseguono gli incontri pubblici promossi dalla segreteria provinciale del Partito Democratico in vista dell’imminente appuntamento delle Elezioni Europee del 25 maggio. Dopo quelli con il vice-segretario del PES – Socialisti e Democratici Yonnec Polet (nel quale si è parlato del futuro del PES, del ruolo del PD e della crisi ucraina), con il deputato PD Khalid Chaouki (nel quale si è parlato dell’ottica sempre più europea con la quale bisogna affrontare i temi dell’immigrazione e dell’integrazione), con l’europarlamentare PD Antonio Panzeri (in cui si affrontato il tema della politica e estera europea, con riferimento alla sponda Sud del Mediterraneo, alle primavere arabe e alla crisi ucraina), il prossimo appuntamento sarà con l’europarlamentare PD Sergio Cofferati che il prossimo giovedì 3 aprile, a Villa Carcina (presso l’ex cinema di via Manzoni – ore 20.30) affronterà il tema “La politica economica europea: mercato comune, sviluppo e politiche del lavoro, oltre l’austerity”. Sarà affiancato da Enzo Torri, segretario della CISL provinciale, da Rossella Olivari, responsabile Dipartimento Europa del PD bresciano, e da Stefano Mino, candidato sindaco a Villa Carcina.

 

“Il PD bresciano non vuole sottovalutare l’importanza dell’appuntamento del 25 maggio prossimo – afferma il segretario provinciale del PD Michele Orlando: il prossimo Parlamento Europeo, stando ai sondaggi che circolano, rischia di essere il più anti-eruopeo di sempre, a causa dell’affermarsi di partiti e movimenti localistici, anti-europei appunto, xenofobi e razzisti. È un rischio che va scongiurato, in particolare da parte di chi crede nel progetto dell’Unione e, in prospettiva, degli “Stati Uniti d’Europa”, ma il modo peggiore per farlo sarebbe quello di difendere l’Europa così com’è e così come l’hanno voluta i conservatori che fino ad ora sono stati maggioranza. Dobbiamo dirlo chiaramente: questa Europa ha fallito la prova della crescita, ha fallito nell’approccio alla crisi, sta fallendo nelle politiche che dovrebbero contribuire a superarla. Noi del PD, assieme al PES – Socialisti e Democratici, dobbiamo indicare chiaramente un’alternativa: il tema non è solo sì o no all’Europa, ma è soprattutto che Europa abbiamo in mente. Ecco, quello che stiamo cercando di fare con questa serie di incontri che abbiamo messo in calendario e con quelli che programmeremo nelle prossime settimane, è proprio delineare la nostra idea di Europa: che punta ad armonizzare le politiche fiscali e bancarie, che ha una visione d’insieme dei fenomeni migratori e che non li considera problemi dei paesi che incidentalmente si trovano ad essere di frontiera, che promuova diritti e opportunità e soprattutto che non sia schiava dell’austerity e del “mito” del pareggio di bilancio, anche in periodi di crisi com’è quello che ancora stiamo attraversando. Quello che ci vuole è un approccio un po’ più keinesiano e un po’ meno liberista: non a caso chi si sta muovendo in quella direzione (USA in testa) sta crescendo di più, sia in termini di PIL , che in termini di nuova occupazione”.

La presentazione dell’iniziativa con Cofferati a Villa Carcina è l’occasione per Orlando di commentare i recenti risultati in Francia, che “riguardano, certo, elezioni amministrative, ma che hanno una indubbia valenza più ampia: intanto perché precedono di poco l’appuntamento europeo, e quindi rischiano di influenzarlo sensibilmente, e poi perché, al di là dei temi specifici dei singoli territori, quelle che sono prevalse, soprattutto nella propaganda del Front Nazional, sono parole d’ordine anti-europee e nazionalistiche. Il risultato ci dice alcune cose, molto chiare. Intanto che il giudizio degli elettori, in questo caso francesi, sull’Europa è decisamente negativo; lo dicevo prima, l’Europa ha fallito, ma sono la destra europea, i conservatori e le loro politiche economiche che hanno fallito, ciò che dobbiamo scongiurare è che da questa crisi si esca ancora più a destra. Senza forzare con i paragoni, ma è la storia che ci insegna che quando gravi crisi economiche e sociali nel mondo occidentale portano all’estrema destra le conseguenze possono essere drammatiche. L’Unione Europea, dal dopoguerra ad oggi, pur con tutti i suoi limiti e gli errori commessi dalle diverse classi dirigenti che si sono succedute alla sua guida, ha garantito il più lungo periodo di pace, di libertà e democrazia della storia dell’umanità: e scusate se è poco, mi verrebbe da dire con una certa ironia, se non rischiasse di apparire fuori luogo. Sarebbe davvero drammatico se alle prossime elezioni prevalesse l’istinto di tornare indietro, ai nazionalismi e ai particolarismi, se al posto della cooperazione e della solidarietà si tornasse al “vinca il più forte”. Spetta a noi, ai Socialisti e Democratici, elaborare progetti concreti e fattibili, comunicarli in modo chiaro e comprensibile e soprattutto (e qui sottolineo il secondo segnale giunto dalla Francia) essere poi coerenti quando i cittadini ci premiano. Non basta dire che vogliamo cambiare l’Europa se poi, quando ne abbiamo la possibilità, non siamo in grado di farlo; il presidente Hollande ha pagato anche questo, nonostante l’approvazione di importanti normative sui temi fiscali e sui diritti civili: l’eccessiva timidezza sulle politiche conservatrici e ultra-liberiste che stanno bloccando lo sviluppo in Francia, come in gran parte dell’Europa. Il 25 maggio deve arrivare una svolta e, per il bene di tutti gli Europei, devono essere i riformisti a guidarla”.

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  1. La svolta in Europa cosa vuola dire esattamente per i cosiddetti riformisti ? Pace libertà e democrazia ? Bene gli slogan generalisti, ma i progetti concreti e fattibili, quali sarebbero per cambiare e per evitare il declino finale del mito europeista ? No, perchè se non ci sono, la svolta potrebbe arrivare da un’altra parte, quella che non ne può più, anche in Europa, di cittadini padroni e cittadini sudditi, di sovranità della finanza e subalternità dell’impresa, di paesi che danno gli ordini e paesi che li devono eseguire, pena la loro stessa sopravvivenza. A proposito, dopo i Mastella ed i Cofferati, le Zanicchi ed i Bonsignore, un posticino anche per Renzi noi là a Strasburgo lo terremmo in caldo…

  2. Mamma mia che terrore avete di renzi voi grillini!!! Passate le giornate sui social networks a deridere il buon Matteo che con tutti i suoi difetti sta mollando colpi (VERI) al sistema. Siete ipocriti come i vostri falsi nemici del pd pdmenoelle!!!

  3. Cofferati è quel signore che non si è ricandidato a sindaco di Bologna, perché, abitando con la famiglia, a Genova, non poteva stare vicino alla sua figlioletta, come avrebbe desiderato. Andando a Strasburgo, evidentemente ha risolto il problema, nonostante strasburgo sia ben più lontano da Genova di quanto non lo sia Bologna. Questo dovrebbe far capire quanto l’impegno europeo lo assorba. Personalmente non ho bisogno di sentire sermoni o ricette da questo signore: non credo abbia alcunché da insegnarmi.

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