Stadi, Caparini (Ln) sul piano Alfano: “Provvedimento dagli orizzonti ristretti”

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“La montagna ha partorito il topolino”. Così il deputato leghista Davide Caparini giudica il provvedimento del Viminale per la sicurezza sugli stadi.

“Gli stadi devono tornare alle famiglie. Le partite devono tornare ad essere un momento di festa e non di ‘guerra’. Non basta una tessera a punti per portare genitori e figli alle partite”. “Servono spazi, strutture, luoghi di incontro pacifico e costruttivo”. Caparini e il collega Giancarlo Giorgetti da quattro legislature portano avanti una proposta di legge che guarda al modello inglese: stadi come “luoghi di socialità” e “non come gabbie per tifosi”, strutture integrate – attraverso incentivi, partnership coi privati e strumenti urbanistici ad hoc – da "ristoranti, cinema, teatri, bar, palestre e negozi”.  “A tre mesi dagli incidenti di Napoli-Fiorentina e dalla triste trattativa che ha visto Genny a’ carogna dettare le condizioni allo stato, Alfano se ne esce con un provvedimento che è acqua fresca, una semplice stretta sui controlli e le sanzioni e, nei fatti, niente”. Per Caparini quello “partorito da Alfano è un "provvedimento dai ristretti orizzonti". "Servono invece ampie vedute e strumenti urbanistici per cambiare la conformazione e la filosofia degli stadi che non devono più essere arene di gladiatori ma spazi aperti di incontro, socialità, svago, festa e sport”.

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