Cromo nel cantiere Tav, il Comune di Ospitaletto: non siamo la terra dei fuochi

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    “Non siamo la terra dei fuochi”, così il Comune di Ospitaletto frena al’allarme ambientale, dopo che la notizia del cromo esavalente – 70 volte oltre i limiti consentiti – è stato ritrovato nel della Tav all’interno del Comune.  “Va subito chiarito – scrive in una nota l’amministrazione – che le rilevazioni del cromo non riguardano l’acquedotto comunale, bensì suoli periferici a est del territorio comunale; in realtà l’ dell’acquedotto, oltre ad essere potabile, è costantemente monitorata e ad oggi presenta livelli nella norma (anche in questo caso i dati forniti dell’acquedotto comunale sono accessibili dal sito comunale)”. L’Amministrazione, nelle persone del sindaco Giovanni Battista Sarnico e dell’Assessore all’ecologia Roberto Massari, sottolineano come il Comune si sia sempre mosso “di concerto con tutti gli enti interessati all’ambiente quali: Provincia di Brescia, ARPA e ASL. Nulla di nuovo quindi; già nel settembre 2012, i campioni di acqua di falda nel sottosuolo a confine con il Comune di Castegnato, prelevati a ridosso dei cantieri dell’alta capacità ferroviaria, hanno evidenziato il supero del parametro cromo”.

    La Provincia di Brescia ha attivato le indagini ex art. 244 del D.Lgs. n. 152/2006 del caso, confermando indispensabilità di perforazione con piezometro dell’area interessata per una compiuta e puntale verifica dei livelli di cromo presenti nel sottosuolo. Per parte del Comune il dirigente dell’ufficio tecnico comunale notificava a mezzo Pec ai proprietari del sito contaminato la richiesta di autorizzazione per il posizionamento del piezometro. Non essendo stato possibile trovare un’acccordo con i proprietari, sentito il Prefetto, il Sindaco con ordinanza n.  49 del 22.10.2014,  aveva  autorizzato i tecnici ad introdursi nel fondo agricolo per le indagini necessarie alla di siti, compreso  lo svolgimento di tutte le operazioni necessarie alla verifica e il successivo monitoraggio  dei livelli di presenza di cromo VI già accertato da ARPA. Nella nota l’Amministrazione ricorda anche che in data 28  gennaio 2015, si è tenuta una conferenza dei servizi, presso il Comune di Ospitaletto, che ha coinvolto tutti gli enti interessanti: oltre al Comune, ASL, ARPA, Provincia di Brescia. In questa occasione  la  Provincia di Brescia ha precisato che sono in corso le attività istruttorie per l’avvio del procedimento inteso ad ottenere o per adesione o in difetto d’ufficio, la bonifica. “A questo proposito – concludono le istituzioni – il Comune si adopererà a tutte le azioni necessarie, di concerto con tutti gli enti competenti, ad assumere ogni iniziativa dovuta per risolvere radicalmente il problema. Da ultimo pare importante precisare che i referti dei pozzi privati limitrofi al sito contaminato non hanno evidenziato alcuna criticità”.

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    1. La falda acquifera e'salva ; SOLO IL TERRENO è' ricco di cromo !! Che fortuna , non preoccupiamoci !!! Ma ci prendono x il c …….0 !!!!!!

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