Ecosistema urbano, a Brescia bene i trasporti pubblici, male l’aria

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Aree urbane in situazioni di stallo, città che faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile e promuovere interventi innovativi. È il quadro della regione Lombardia dipinto dalla XXIII edizione di Ecosistema Urbano, il dossier di Legambiente realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Italia e Il Sole 24 Ore, che mira a tracciare una fotografia delle performance ambientali del Paese attraverso un’analisi dei risultati ottenuti dalle principali città in diversi ambiti. Aria, acque, rifiuti, mobilità, energia: sono gli indicatori presi in considerazione per stilare la graduatoria nazionale, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

Nella top ten italiana si trova *Mantova, al 3° posto* centrando buone performance nelle basse medie dell’NO2 con 23,6 μg/mc, nella dispersione della rete idrica che si ferma al 15,5%, realizza un’ottima percentuale di che raggiunge il 77% e il secondo posto assoluto nell’indice dedicato alla ciclabilità, con 26,66 metri equivalenti ogni 100 abitanti. *Lecco* mantiene la 14^ posizione rispetto al 2015; *Cremona* sale di 4 gradini arrivando 20^; *Bergamo* scala la classifica dal 41° al 30° posto; *Sondrio* precipita dal 7° al 41°; *Pavia* guadagna 20 posizioni arrivando 43^; *Lodi* scende di 4 posizioni attestandosi alla 65^; *Milano* pur passando dal 51° posto al 73° e registrando i peggiori dati per le medie di polveri sottili, resta tra le migliori grandi metropoli superando di diverse posizioni Roma, Torino, Palermo. *Varese* dalla 49^ posizione cade alla 77^; *Brescia* si discosta di 4 posti dalla graduatoria dell’anno precedente, scendendo a 83; crolla anche *Como* dalla 45^ all’86^ posizione; *Monza* chiude la classifica lombarda al 91° posto, contro il 78° del 2015.

Tra gli indicatori della qualità dell’aria vengono presi in considerazione NO2, PM10 e Ozono, registrando una condizione generalmente stazionaria in negativo: Milano, insieme a Torino, si guadagna la maglia nera per la presenza di biossido di azoto, con valori medi superiori a 50μg/mc e per lo sforamento dei limiti di PM10 con 101 giorni; sono oltre 80 i giorni di superamento delle soglie di ozono a Bergamo, Brescia e Lecco. Sono dati che confermano che nei nostri centri urbani è la *mobilità privata motorizzata a farla ancora troppo da padrona*.

Una nota positiva arriva dal dato sul *trasporto pubblico*: *Milano* con 472 viaggi all’anno per abitante è in crescita rispetto ai 457 viaggi del 2014, anche grazie all’aumento dell’offerta del servizio, che passa da 83 a 92 Km-vetture/ab e si conferma al primo posto seguita da Roma e Venezia; tra le città di medie dimensioni, spicca *Brescia* con più di 150 viaggi/ab (+5% rispetto al 2014). Tra le città che non raggiungono la soglia dei 10 viaggi per abitante annui, invece, troviamo *Sondrio*. È opportuno, però, precisare che il valore dei passeggeri trasportati per abitante è

influenzato da due fattori importanti che determinano notevoli variazioni: la presenza turistica e l’incidenza del pendolarismo. Mentre per quanto riguarda gli spostamenti (modal share) effettuati su mezzi motorizzati (automobili o motocicli) tra le prime dieci città con la più alta incidenza si evidenzia *Bergamo*: maggiore al 75% (considerato come soglia massima).Sugli spostamenti con mezzi privati incide anche la *disponibilità di piste ciclabili*. Tra le migliori posizioni in Italia si trovano ben tre città lombarde: *Mantova, Lodi e Cremona* (circa 26 metri equivalenti/100 abitanti), seguite da Sondrio con un indice di 20 m_eq/100 ab.

Pessime performance sullo *spreco di acqua potabile*: *Pavia si classifica tra le prime 8 città* per elevati consumi idrici domestici: oltre 200 litri al giorno pro capite.

Per quanto riguarda l’*estensione delle isole pedonali Cremona si attesta tra i migliori 8 Comuni italiani *che superano la soglia di 1 m2 per abitante, contro la media nazionale di 0,41 m2 per abitante. Sempre in tema di acqua, sulla *dispersione della rete* (differenza percentuale tra l’acqua immessa e quella consumata per usi civili, industriali e agricoli (%) si registrano due città lombarde che rientrano nelle prime cinque virtuose d’Italia, in grado di contenere le perdite a meno del 15%, a fronte di un consistente aumento del fenomeno a livello nazionale: *Monza e Lodi*.

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