Uccise ladro a fucilate, raccolta fondi in paese per sostenerlo

Anche nei bar del piccolo Comune sono comparse alcune cassettine per dare il proprio contributo alla colletta

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fucile da caccia, foto generica
fucile da caccia, foto generica

A Serle è partita una raccolta fondi per sostenere Mirco Franzoni, recentemente condannato in primo grado a nove anni e quattro mesi di carcere per aver inseguito e ucciso a fucilate un ladro di origine albanese che aveva appena fatto visita alla casa del fratello. La notizia, riportata dal quotidiano , sta facendo discutere ed è stata rilanciata da diversi media nazionali.

Il meccanico 33enne serlese – stando alla sentenza – dovrà versare 50mila euro a testa ai genitori di Eduard Ndoj (la vittima) e 25mila al fratello. Per aiutarlo si sono  mossi in tanti e nei bar del piccolo Comune sono comparse alcune cassettine per dare il proprio contributo alla colletta. Mentre l’associazione di estrema destra Brescia ai bresciani ha deciso di pubblicare su un numero di conto corrente. Ma già nel 2013 gli amici di Mirco Franzoni avevano annunciato una raccolta fondi per aiutarlo a pagare le spese legali.

Serle, va detto, si era stretta intorno a Franzoni sin dalle prime battute, tanto che subito erano comparsi on line gli appelli per “Mirco libero” che rivendicavano la liceità di quanto fatto dall’assassino alla luce dei ripetuti in abitazione che avevano colpito il paese nelle settimane precedenti. Anche il sindaco Paolo Bonvicini aveva commentato la sua condanna esprimendo la vicinanza “a Mirco e alla sua famiglia per la situazione drammatica che stanno vivendo”.

Franzoni si è sempre difeso parlando di un colpo partito per sbaglio dal fucile durante la colluttazione con il ladro, ma i giudici – pur riconoscendogli alcune attenuanti legate alla concitazione del momento – non gli hanno creduto.

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