Euro, non si ferma il trend rialzista

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Cambio Euro/Dollaro
Cambio Euro/Dollaro

La continua crescita dell’euro sul dollaro sembra quasi inarrestabile. Era dal giugno del lontano 2000 che la quotazione dollaro euro tempo reale non raggiungeva quote così elevate. Le ottime prospettive di crescita che si sono viste nelle ultime settimane del 2017 non si sono fatte attendere, trasformandosi in solide realtà che hanno portato il prezzo della moneta Europea sempre più in alto.

Banca d’Italia e Cepr hanno da poco rilasciato i dati del loro indicatore, per comprendere lo stato di salute della moneta europea sul dollaro, e si può vedere che le aspettative di crescita sono state notevolmente superate. Al termine del mese di gennaio 2018 il valore si è attestato a 0,95, contro il 0,68 dello stesso mese del precedente anno. Se questa situazione persisterà per tutto il 2018, cosa alquanto improbabile se si analizzano con attenzione i dati storici, si potrebbe avere per il termine del 2018 un incremento del Pil molto vicino al 4%. Un incremento ancora più roseo, del +2,3% previsto nelle attuali proiezzioni dell’Eurosistema.

Una inaspettata riduzione dell’indice dei Non-Farm Payrolls, nel quarto trimestre del 2017, ha dato una spinta al cambio dell’euro sul dollaro (EUR / USD), facendolo rimanere in un trend rialzista.

Questo, ha portato un sentimento di delusione da parte degli investitori nel valutare la produttività degli Stati Uniti. Inoltre, i risultati stanno portando molti analisti a rivedere la propria posizione sul reale stato di salute dell’economia degli Stati Uniti d’America.

La spinta verso un indebolimento del Dollaro, è stata anche una conseguenza delle decisioni politiche prese dal Federal Open Market Committee (FOMC) degli ultimi giorni. L’imminente rialzo dei tassi d’interesse potrebbe rivelarsi un fattore molto importante, limitando il potenziale ribasso del cambio dell’USD.

In una recente nota rilasciata dagli analisti di Brown Brothers Harriman “Non ci sono dubbi che la Fed aumenterà i tassi nel mese di marzo. Un rialzo dei tassi porterà una maggiore credibilità alla banca centrale, visto anche che questo sarà il primo appuntamento ufficiale di Powell.

Economia solida e in forte ripresa?

L’andamento economico degli Stati Uniti d’America sembra essere più che ottimista. In meno di sei mesi, il mercato del lavoro, le spese dei consumatori e l’incremento degli investimenti stanno dimostrando che le politiche attuate negli ultimi anni sembrano dare i frutti sperati.

Anche se l’ultimo indice dei Non-Farm Payrolls non è stato del tutto positivo, i maggiori analisti americani si dicono fiduciosi nella ripresa. I tagli voluti dal presidente Donald Trump alla imposte nelle ultime settimane del 2017, sembrano portare una più che discreta fiducia.

Uno dei maggiori punti d’incognita nella situazione americana, è sicuramente rappresentata dal numero di disoccupati presenti nella nazione. Le stime aggiornate della Fed si attestano a circa il 4,6%, ma per il momento si aspetta la primavera per determinare con maggiore sicurezza la percentuale di americani che si trovano senza un regolare impiego. L’attuale situazione politica degli Stati Uniti d’America sembra essere volta a un panorama più che roseo, e che in buona parte degli stati può permettersi di ignorare l’andamento del mercato del lavoro per avviarsi alla fine della lunga crisi che ha colpito questa nazione.

 

 

 

 

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