Elezioni, Rolfi contro Gori: suo programma promuove l’aborto

Il presidente uscente della Commissione Sanità di Regione Lombardia e candidato alle regionali del 4 di marzo, commenta quanto contenuto nel programma della coalizione di centrosinistra

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Fabio Rolfi (Lega)
Fabio Rolfi (Lega)

 “Dal candidato Gori e dal centrosinistra, nel programma elettorale, proposte e impegni per aumentare gli aborti in , degni del peggior manifesto abortista.” Così Fabio Rolfi, Presidente uscente della Commissione Sanità di Regione Lombardia e candidato alle regionali del 4 di marzo, commenta quanto contenuto nel programma della coalizione di centrosinistra.

“Si tratta di una visione nichilista e contaminatrice – prosegue Rolfi – che intendiamo respingere con forza al mittente. Sia la proposta di somministrare la pillola abortiva in day hospital che quella di fare concorsi riservati esclusivamente ai medici non obiettori, andando a calpestare per altro un diritto stabilito dalla legge, fanno parte di una carrellata di assurdità su cui non possiamo certamente tacere.
È un modo di pensare tipico della sinistra abortista, da nipotini dei radicali, quale appare Gori, che respingiamo e contrastiamo con il massimo della forza, proprio perché crediamo che la vita sia un valore da difendere sempre. Per quanto ci riguarda l’aborto va disincentivato e contrastato, soprattutto in una situazione come quella odierna, con un forte calo demografico, dove ogni vita risulta essere doppiamente preziosa per la comunità lombarda. Serve quindi una politica regionale che sia a favore della vita, non l’opposto e per questo ci impegneremo per difendere la libertà di coscienza dei nostri medici, a non ostacolarla e a sostenere invece il diritto alla vita con iniziative importanti, come i fondi Nasko e Cresco, difendendo e incentivando i centri per l’aiuto alla vita disseminati pressoché ovunque in modo capillare – conclude Fabio Rolfi – a dimostrazione della cultura per la vita che distingue le nostre comunità.”

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2 Commenti

  1. Che la cultura per la vita distingua le nostre comunità è frase alquanto azzardata e pure demagogica perchè, se ci si riferisce alla realtà e non ai sogni, mai come di questi tempi in Italia solo pensare di avere dei figli e possibilmente all’interno di una famiglia, è impresa assai ardua, disincentivata dalla precarietà del lavoro e dalla mancanza di certezze minime e di prospettive per il futuro. Rolfi, anzichè occuparsi di slogan, dovrebbe parlare di stato sociale, di nuovi sistemi di welfare, di protezione di padri e madri come genitori che lavorano, di sistemi sanitari al servizio della neonatalità. Ma tutto ciò richiede visioni e strategie innovative che i politici di questa campagna elettorale si guardano bene dal proporre.

  2. Forse rolfi cerca di raccattare voti da quel clero meschino, ipocrita e falso (con relativo seguito di chiesiuoli bigotti) che grida (sempre meno ad alta voce per non perdere consensi) che l’aborto è una pratica moralmente sbagliata, mentre, per comoditá, incassa un finanziamento dello stato attraverso una legge truffa (otto per mille), adducendo appunto che è legale perchè la legge lo permette, senza logicamente affrontare l’aspetto morale. E questo in tantissimi campi dove li vedono coinvolti in prima persona sugli aspetti morali: la legge lo permette e quindi giuridicamente siamo a posto e nulla si fa. Sul tema dell’aborto invece, siccome coinvolge gli altri, non loro, allora si tira in ballo l’aspetto morale, parlano di una vita in astratto, senza sapere nulla dei problemi e dei drammi che spesso comporta (certo, loro a pancia piena e serviti), non vale quindi per l’otto per mille e altri squallidi privilegi e vicende (pedofilie, licenziamenti che creano povertà, impuniti dalle loro leggi) e solo perchè c’è uno stato laico perseguiti o in casi come quelli dell’otto per mille o per altri di elusione furba che, siccome giuridicamente è corretto, allora va bene e non cambio nulla. Rolfi, cambia tattica, perchè stai diventando peggio dei cattocomunisti, dediti a elargire soldi a preti e vescovi…

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