Caso Mattarella, boom di chiamate dei cittadini al Quirinale (anche da Brescia)

Sono in molti, curiosamente, ad aver deciso di telefonare al segretariato della Presidenza della Repubblica (il numero è lo 0646991) per esprimere disappunto o solidarietà a Mattarella. Nel secondo fronte anche numerosi bresciani, come Franco Gramano

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Boom di chiamate al Quirinale dopo le polemiche scoppiate in seguito alla mancata nomina di Savona a ministro dell’Economia e alla conseguente interruzione del progetto di governo sostenuto da e . Se il Pd, infatti, ha annunciato sedi aperte e raccolte firme (anche a Brescia) per esprimere solidarietà al presidente Sergio Mattarella, diversi sindaci leghisti hanno invece annunciato di voler rimuovere la foto del capo dello Stato dagli uffici (tra questi non c’è l’ex sindaco di Adro ed eurodeputato leghista Oscar Lancini, che – interpellato telefonicamente da BsNews.it – smentisce di aver spostato l’immagine di Mattarella in luoghi non consoni).

Sui social, però, sono nate anche altre iniziative. E sono in molti, curiosamente, ad aver deciso di telefonare al segretariato della Presidenza della Repubblica (il numero è lo 0646991) per esprimere disappunto o solidarietà a Mattarella. Nel secondo fronte anche numerosi bresciani, come Franco Gramano, insegnante di Educazione Fisica, consigliere di circoscrizione e militante di lungo corso del .

“Ho appena espresso la mia solidarietà al Presidente Mattarella al numero 0646991 del palazzo del Quirinale,dove una operatrice gentile, mi ha risposto, che prendeva nota e riferiva. Io sto con Mattarella”, ha scritto Gramano su . E non è stato un caso isolato.

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  1. Profezie. La vera solidarietà a Mattarella è quella di tutto il PD che, massacrato dalle urne del 4 marzo, si prepara, grazie a lui, alla resurrezione quando si voterà ad ottobre e i piddini si presenteranno alla testa di una coalizione “di salvezza nazionale” ossia (riedizione del percorso Monti-Letta-Renzi-Gentiiloni) presentata come l’unica gradita ai mercati, alla finanza, all’Europa, ala Merkel, all’euro-dipendenza. Prima, ci sarà stata un tartassata del Governo di transizione Cottarelli che, con le mani libere, farà un po’ di lavoro sporco tagliando ancora e soprattutto welfare e sanità. Tra luglio e settembre, dopo un estate di bagno di sangue per lo spread e Piazza Affari, manovrati entrambi nella prima e nell’ultima ora di contrattazioni dalla speculazione, ci saranno stati i verdetti, già programmati in calendario, delle quattro principali società di rating, di proprietà di una decina di Gruppi Bancari Internazionali (!?) che ci avranno degradato, noi e i nostri Titoli di Stato. E così, altro giro di giostra anche con Renzi, Berlusconi e il Nazareno-bis. Ah, dimenticavo, come ha ricordato il padre di Di Battista, nella storia ci fu anche la Presa della Bastiglia…

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