Caso Invatec-Medtronic, ancora nessuna svolta: la palla torna a Roma

Ma nulla di rilevante si è mosso e, dal 2020, le due sedi bresciane (Torbole e Roncadelle) potrebbero fermarsi completamente, anche se Medtronic ha temporaneamente congelato la questione

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Medtronic Invatec
Medtronic Invatec

Ancora niente di fatto per i lavoratori degli stabilimenti della provincia di Brescia. Dopo la crisi del 2012 e la chiusura annunciata dalla multinazionale , che ha acquisito il gruppo nel 2010, i 314 dipendenti hanno deciso di avviare uno sciopero a oltranza e poi di ridurre l’astensione a un’ora al giorno. Ma nulla di rilevante si è mosso e, dal 2020, le due sedi bresciane (Torbole e Roncadelle) potrebbero fermarsi completamente, anche se Medtronic ha temporaneamente congelato la questione.

Anche l’esito dell’incontro convocato nelle scorse in non ha portato a svolte significative: erano presenti, infatti, anche i sindacati e l’Ad di Invatec, ma non Vertus, la società specializzata a cui la multinazionale ha dato l’incarico di valutare la possibile reindustrializzazione dei due stabilimenti. La palla, insomma, potrebbe tornare al ministero dello Sviluppo economico. Nella speranza che Roma sia più persuasiva.

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  1. […] Medtronic aveva annunciato, nel giugno 2018, la propria decisione di cessare le attività negli stab… Da allora, per ridurre al minimo l’impatto sulle persone e sull’economia del territorio, ha lavorato, in collaborazione con l’advisor Vertus, per individuare realtà in grado di procedere alla reindustrializzazione del sito. “La firma di questo accordo finale è un passo fondamentale per la riqualificazione del sito di Brescia ed è stato possibile solo grazie all’impegno di molte persone e molte organizzazioni”, ha detto Mark Pacyna, Vicepresidente e General manager Peripheral Vascular business, Cardiac & Vascular Group di Medtronic. “Vogliamo ringraziare il Governo italiano, Regione Lombardia, i sindacati e i dipendenti Invatec tutti, per la loro collaborazione e il sostegno a questo sforzo”. […]

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