Polmonite: ricoverati in calo, ma l’allarme resta alto ed è buio sulle cause

Scagionata la cartiera di Montichiari, il primo dei sospettati rimane il fiume Chiese: qui, infatti, in ben 7 dei 18 campioni prelevati dall'Ats è stata rilevata la presenza del batterio

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Allarme legionella in provincia di Brescia
Allarme legionella in provincia di Brescia

I ricoveri sono in calo, come i casi di contagio. Ma il problema non è ancora risolto. A dirlo sono i dati diffusi dall’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, che prosegue con la raccolta ed analisi quotidiana delle rendicontazioni dei casi di polmonite, fornite dalle strutture ospedaliere pubbliche e private dei territori di ATS Brescia e ATS Valpadana.

POLMONITI, GLI ULTIMI DATI DELL’ATS

Al 21 settembre – ed è questa la prima novità positiva – non risultano nuovi casi di positività alla legionella. I nuovi accessi al Pronto Soccorso sono stati comunque 16 (di cui 1 di ATS Valpadana) e in otto casi è stato necessario disporre il ricovero. Mentre, complessivamente, i ricoverati scendono a quota 135, quasi la metà di qualche giorno fa.

LEGIONELLA, LA FONTE DEL CONTAGIO

Rimane – tanto più dopo il sospetto decesso di due persone – l’allarme per il contagio. E sulle cause chi investiga sembra brancolare nel buio. Anche ieri, infatti, sono stati effettuati 10 campionamenti in abitazioni private (76 in tutto), mentre i controlli di laboratorio sulle aziende hanno portato ad escludere dai presunti “untori” la cartiera di Montichiari: nella torre di raffereddamento non è stato trovato il batterio della legionella. Anche dal controllo di acquedotti e piscine non sono emerssi elementi significativi. L’unica zona davvero contaminata rimane quella del fiume Chiese: qui, infatti, in ben 7 dei 18 campioni prelevati dall’Ats è stata rilevata la presenza del batterio.

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