Acqua e montagna, dibattito e nuovi investimenti in Valcamonica

Un convegno promosso da Acque Bresciane e l’Università di Edolo per fare il punto di quanto si sta muovendo sul fronte idrico in valle

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Il tavolo dei relatori dell'incontro dal titolo Acqua e montagna promosso da Acque Bresciane
Il tavolo dei relatori dell'incontro dal titolo Acqua e montagna promosso da Acque Bresciane

Presso l’aula Magna dell’Università della Montagna di Edolo sì è svolto l’incontro dal titolo e montagna promosso da la quale, da gennaio 2018, gestisce il servizio in 6 Comuni della Val Camonica (Edolo, Malonno, Sonico, Paisco Loveno, Cedegolo e Sellero). Organizzato in collaborazione con l’Università di Edolo, e patrocinato da Regione Lombardia, Provincia di Brescia, ACB, Utilitalia, Fondazione Cogeme Onlus e Kyoto club, esso ha affrontato la tematica dell’Acqua sotto diversi punti di vista a partire dai moderni approcci al ciclo delle acque sino al tema dell’invarianza idraulica. Una serie di spunti sono emersi dal confronto odierno che, una volta messi a confronto, hanno chiarito la situazione attuale presso i Comuni della Valle interessati dalla Gestione di e non solo. Teresa Federici, in rappresentanza della Società di gestione del Servizio idrico, coglie l’occasione per rimarcare “il notevole sforzo economico e progettuale messo a servizio delle Amministrazioni locali nella convinzione che la strada intrapresa sia un buon viatico per migliorare anche la percezione di efficienza del servizio stesso”. Un auspicio importante, in qualche modo ripreso dal Sindaco di Edolo Luca Masneri, che, seppure in forma diversa, ha ripercorso le peculiarità della nuova gestione,  in un’ottica di miglioramento continuo in termini di efficienza, sicurezza e tutela del bene comune.  Ed è proprio dal concetto di “tutela del bene comune” che il Prof. Gian Battista Bischetti di Unimont parte, inaugurando così la serie di relazioni della mattinata: “i centri urbani di qualsiasi dimensione -dalle grandi metropoli ai piccoli insediamenti- sono oggi chiamati ad adottare nuovi approcci di gestione integrata delle acque, sia nelle fasi di approvvigionamento e uso, sia in quelle di convogliamento alla rete naturale dopo il loro utilizzo” .

Concetto ancora più cogente se riferito al contesto montano per cui “occorre tenere in conto l’aumento dei deflussi che le superfici impermeabilizzate provocano e le conseguenze nei corpi recettori e nei territori di valle”.

Un contesto, quello montano, con  agglomerati urbanizzati di piccole dimensioni per di più frammentati in diverse località/frazioni, ed una rete idrica estesa*, elementi che molto spesso non aiutano nella valutazione sia della disponibilità idrica, sia nella misurazione del volume effettivo delle perdite oppure ancora nella corretta distribuzione all’utenza; altro aspetto non irrilevante ai fini di una valutazione complessiva, così come sottolineato dall’ing. Mauro Olivieri direttore Tecnico di Acque Bresciane, è  che “non rappresenta certo un vantaggio il fatto che le fonti acquedottistiche siano esclusivamente sorgenti, redendole proprio per questo vulnerabili a possibili presenze microbiologiche, e dunque soggette a costante trattamento di disinfezione”. Un quadro complesso dunque, al quale la società Acque bresciane risponde con una serie di interventi ed investimenti tra cui si segnalano il collettamento fognario Sellero–Cedegolo-Berzo Demo per un totale di 4.200.000 € (finanziamento f.p. regionale 2.200.000 €) in attesa di approvazione del progetto definitivo (Ipotesi inizio lavori entro estate 2019); l’opera di collettamento fognario Malonno – Sonico – Edolo per un costo stimato in 7.000.000 € e infine il 1° stralcio del nuovo depuratore di Malonno per un investimento totale di 5.100.000 € (finanziamento f.p. comunale 1.150.000 € e f.p. regionale 910.000 €).

Una pianificazione di interventi importante che, durante i lavori della mattinata, ha trovato riscontro anche nelle precisazioni del Prof. Daniele Masseroni, DISAA dell’università degli studi di Milano, che è intervenuto in merito al recente regolamento regionale n°7 del 23/11/2017 recante disposizioni sugli interventi di invarianza idraulica e idrologica e in particolar modo sulle attività pianificatore dei gestori dei servizi idrici, dedicando uno speciale approfondimento all’ambito montano e ai comuni della Val Camonica. In questo senso sono state mostrate le principali limitazioni allo scarico e i contenuti degli studi di invarianza idraulica con alcuni esempi applicativi, mostrando infine il funzionamento del portale Web SMART-GREEN (un insieme di applicativi che consentiranno di svolgere alcune delle elaborazioni necessarie per rispondere ai contenuti della relazione tecnica di invarianza idraulica e idrologica richiesta dal regolamento).

In chiusura, come previsto dal programma, è toccato al Consigliere Regionale Francesco Paolo Ghiroldi chiudere la mattinata di lavori accennando ad una della funzioni più dibattute negli ultimi anni in Valcamonica, ovvero alle diverse modalità di sfruttamento delle acque e, non in ultimo, riportando l’attenzione su un documento firmato a Luglio da alcuni Sindaci della valle in merito al ruolo della società Siv (Servizi idrici Valcamonica) nell’ambito della nuova normativa nazionale. Questione che, anche dal dibattito emerso, ha rafforzato l’esigenza di mantenere l’attenzione sulle opere urgenti da effettuare, partendo dai cospicui interventi ed investimenti già messi in opera dal Gestore Unico Acque Bresciane.

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