Niente inno d’Italia prima dei consigli, Acri su tutte le furie: ipocriti

I rappresentanti di tutte le forze politiche hanno bocciato di fatto la sua proposta, sostenendo che l'inno debba essere riservato alle occasioni particolari

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Gianfranco Acri (Fdi) con Daniela Santanche, foto da Facebook
Gianfranco Acri (Fdi) con Daniela Santanche, foto da Facebook

“Oggi il trionfo della vigliaccheria: si vergnagno di ascoltare l’inno nazionale di Mameli prima del consiglio… invece ne sono fieri quando vanno alle partite o ad altre manifestazioni ludiche… Hanno votato tutti contro”.

E’ duro lo sfogo del consigliere di Fratelli d’Italia dopo la riunione della commissione Statuto di Palazzo Loggia. Negli interventi, infatti, i rappresentanti di tutte le forze politiche hanno bocciato di fatto la sua proposta di cantare l’inno d’Italia prima di ogni seduta del di Brescia, sostenendo che l’inno debba essere cantato soltanto in occasioni particolari. Acri, per tutta risposta, ha tacciato i colleghi di ipocrisia.

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