Lo sport più bello del mondo è uno solo

È impagabile la sensazione di rimanere con il fiato sospeso in attesa del sorteggio della Champions League...

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Scuola calcio, foto d'archivio

Il calcio è fatto di emozioni, più di ogni altro sport. È impagabile la sensazione di rimanere con il fiato sospeso in attesa del sorteggio della Champions League, per poi vedere realizzati match da sogno Come Juventus – Atletico Madrid, Ajax-Real Madrid, oppure Liverpool – Bayern Monaco, per vedere come andrà a finire e chi sarà il più forte, tra campioni considerati imbattibili e squadre favorite. Senza paragoni è anche la sorpresa di vedere lo strapotere dei supercampioni Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sull’ambito pallone d’oro spezzato dal centrocampista Luka Modric, il primo croato della storia a ricevere il prestigioso riconoscimento. O ancora assistere alla vicenda epica di Juan Sebastian Veron, argentino che partendo dall’Estudiantes de La Plata ha girato l’Europa vincendo ovunque per poi ritornare all’Estudiantes dove tutto era cominciato e vincere la Copa Libertadores. L’incredibile è che l’ultima volta che la squadra l’aveva vinta ci giocava suo padre.

Il calcio: passione primordiale

Sono emozioni come queste che fanno scoccare la scintilla della magia del gioco nel cuore degli appassionati, assieme alla incredibile semplicità delle regole che rende il calcio uno sport alla portata di chiunque. Da bambini si può giocare dappertutto: nel cortile di un condominio, al parco, o addirittura in casa – mamme permettendo – sognando di essere grandi campioni del pallone. Qualcuno lo diventa, qualcun altro no. Ma la passione non muore mai. Sarà che nel calcio ritroviamo quella ritualità agonistica così caratteristica di tutte le società primordiali e dell’attività di caccia: la cooperazione, la forza, la sfida, la corsa verso l’obiettivo e la competizione fino all’ultimo. Lo stesso spirito di competizione che spinge gli appassionati a puntare sulla vittoria della propria squadra su siti di scommesse come 888Sport.

La febbre contagia tutto il mondo

Lo sappiamo bene in Italia, dove la squadra del cuore raccoglie i propri tifosi ogni domenica allo stadio, dove viene celebrato il rito del pallone. Ma se credete che il Belpaese sia la patria per eccellenza dei calciofili duri e puri, vi sbagliate: al primo posto per percentuale di tifosi nella popolazione ci sono gli Emirati Arabi Uniti, dove l’80% degli abitanti è tifoso. Beati loro, che nel 2022 avranno i Mondiali nel vicino Qatar. Inaspettato forse il secondo posto, che spetta, poco al di sotto, alla Tailandia, con il 78% di appassionati; seguono a ruota Cile, Portogallo e Turchia, con una percentuale del 75%. E l’Italia? Si deve accontentare del nono posto, con il 67%.

Eppure sembra che non possiamo proprio fare a meno delle sfide della Champions League e dell’Europa League.

L’esplosione di gioia quando viene segnato un gol, la cocente delusione quando si subisce una sconfitta anche se il vero tifoso si riconosce perché orgoglioso anche quando perde: è questa la potenza delle emozioni che il calcio è in grado di suscitare in chi lo ama. Per questo è considerato lo sport più bello del mondo, in grado di valere quanto una guerra per quanto riguarda la rappresentazione dell’orgoglio nazionale – vedi le partite rappresentative durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda – e ancora oggi capace di appassionare milioni di persone.

 

 

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