Bigio al Musil, la Castelletti smentisce: diverse le ipotesi aperte

Il vicesindaco smentisce che la Loggia abbia già deciso di collocare il colosso di Dazzi nel nuovo Museo dell'industria e del lavoro

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Laura Castelletti
Laura Castelletti

Il ? Secondo quanto riportato da Bresciaoggi la Loggia avrebbe già deciso di collocarlo nella nuova sede cittadina del Musil. Ma il vicesindaco (con delega alla Cultura) smentisce la notizia, sottolineando che il Comune procederà soltanto a un’esposizione temporanea e che comunque sono ancora diverse le ipotesi aperte. Di seguito il testo del comunicato.

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Sono molto sorpresa nel leggere sulla stampa la notizia di una probabile collocazione del Bigio al .
Le cose non stanno assolutamente così. Non è il percorso che stiamo facendo, il Comune non ha deciso in questo senso e mi stupisce che si riporti come notizia (quasi) certa una banale voce di corridoio.
Dove sarà collocato il Bigio? Innanzitutto, non è la priorità della nostra amministrazione prendere questa decisione, abbiamo detto che nel quinquennio procederemo a un’esposizione temporanea e, come sempre, manterremo la parola, ma è chiaro che, visti i tanti risvolti e le ricadute che questa decisione avrà sulla città, è necessario intraprendere un percorso partecipato, privo di inutili conflitti o tensioni.
Al momento stiamo lavorando per sondare diverse possibilità, abbiamo istituito un gruppo di lavoro trasversale – composto da me, dalle consigliere Giovanna Foresti, Melania Gastaldi e Monica Rovetta (che compongono l’ufficio di presidenza della commissione Cultura) e dal presidente del Consiglio comunale Roberto Cammarata – che sta vagliando la fattibilità di una serie di ipotesi, individuando temi, percorsi e realtà da coinvolgere.
Siamo solo agli inizi, nulla è stato stabilito. L’auspicio è che la stampa ci accompagni in questo cammino in modo attento e puntuale, evitando sensazionalismi che rendano più complicato individuare la soluzione migliore per risolvere questa annosa questione.

Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura Comune di Brescia

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  1. […] Dopo diversi decenni di oblio e polemiche il Bigio potrebbe uscire dai magazzini comunali e avere finalmente un luogo d’esposizione. Secondo quanto riferito dall’edizione odierna di Bresciaoggi, infatti, il colosso realizzato dallo scultore Arturo Dazzi nel 1931 (e ribattezzato da Benito Mussolini “Era Fascista” nel 1932) potrebbe trovare casa nel nascente Museo dell’industria e del lavoro, all’interno del comparto Milano. Un’ipotesi suggestiva, anche se dalla Loggia arrivano soltanto smentite. […]

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