Brescia, a processo l’automobilista che travolse e uccise il 19enne Nicola Gheza

Il Gip del Tribunale di Brescia ha fissato per il 26 settembre 2019 l’udienza di comparizione dell’imputato: la Procura voleva archiviare il procedimento

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Palagiustizia di Brescia - Ph Fotolive Filippo Venezia
Palagiustizia di Brescia - Ph Fotolive Filippo Venezia

Si sono opposti a due richieste di archiviazione della Procura, hanno prodotto consulenze tecniche, battuto palmo a palmo quella “maledetta” strada, ma alla fine la tenacia dei familiari di Nicola Gheza e di Studio 3A-Valore S.p.A., che li assiste, è stata premiata: il 26 settembre l’automobilista che ha travolto e ucciso il 19enne di Esine comparirà davanti al Tribunale di Brescia per essere giudicato per il reato di omicidio colposo.

La tragedia è successa il 5 dicembre 2015, alle 20, a Esine, sulla Provinciale 8 che collega il piccolo centro bresciano a Berzo Inferiore. “Nicola – si legge in una nota della società che segue i familiari della vittima – in motociclo si stava immettendo sulla SP8 da via Pittor Nodari, verso Berzo, ma è stato investito da un Mercedes Gd che sopraggiungeva sulla Provinciale nel senso opposto, verso Esine, condotto da un 78enne di Berzo, e con altre tre persone a bordo, riportando politraumi gravissimi e fatali. I familiari non hanno creduto alla tesi del mancato rispetto della precedenza da parte del loro caro e, per fare luce sui fatti, tramite il consulente personale Riccardo Vizzi, si sono rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha fornito un ingegnere cinematico per ricostruire la dinamica del sinistro, Alberto Mariani. La perizia ha confermato le perplessità, accertando quattro punti fondamentali: il fuoristrada andava a una velocità superiore dei 60 km all’ora asseriti dal conducente; in quel tratto il limite non era 90, come pareva inizialmente, ma 50 km all’ora trovandoci alla fine del centro abitato di Berzo e all’inizio di Esine; l’auto aveva colpito il motociclo quando aveva quasi completato la manovra d’immissione; l’indagato, per sua stessa ammissione, si era accorto dello scooter di Gheza quand’era ancora a distanza, tanto da aver ridotto la velocità, ma di soli 10 km/h: se avesse frenato (sull’asfalto non c’erano segni) l’urto si sarebbe evitato”.

Aspetti risultati decisivi perché il Gip del Tribunale di Brescia, Giovanni Pagliuca, accogliesse l’opposizione contro la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero della Procura bresciana titolare del procedimento penale, Mauro Leo Tenaglia: il Gip, nell’ordinanza del 5 ottobre 2016, ha disposto la restituzione degli atti al Pm perché approfondisse la dinamica del sinistro. Il Sostituto Procuratore ha affidato una perizia cinematica a un proprio consulente, l’ing. Mario Capello (…). Ma il Pm ha chiesto nuovamente l’archiviazione.

Si è così giunti all’udienza in camera di consiglio del 14 giugno 2017 per discutere della nuova opposizione presentata per i familiari della vittima che hanno prodotto un ulteriore approfondimento del consulente tecnico messo a disposizione da Studio 3A. Il Gip ha concluso per il rinvio a giudizio coatto, ordinando che “il Pm formuli l’imputazione nei confronti dell’indagato per il reato di omicidio colposo” entro 10 giorni dall’emanazione del provvedimento.

Dopo una lunga serie di rinvii, per impedimenti vari e vizi procedurali, il 14 novembre 2018 si è finalmente tenuta l’udienza preliminare in cui l’automobilista non ha chiesto rito alternativi e all’esito della quale il Gip, dott.ssa Giulia Costantino, ha disposto il definitivo rinvio a giudizio dell’imputato per il reato di omicidio colposo, “per colpa consistita nel non aver osservato, approssimandosi a un incrocio, le normali prescrizioni di prudenza e diligenza, in particolare quella di rallentare e moderare la velocità”. E in questi giorni il giudice ha notificato la data dell’udienza di comparizione, il 26 settembre, alle 9, in Tribunale a Brescia: “i familiari di Nicola, già risarciti sotto il profilo civile – conclude il comunicato stampa – si aspettano ora un po’ di giustizia anche sul fronte penale, e che venga restituita la verità sui tragici fatti di quella sera”.

 

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