Morte Oscar Belotti, la Cgil: da inizio anno già sette lutti e 5.500 infortuni

Bisogna fare più per tutelare la sicurezza dei lavoratori. A ribadirlo è una nota della Camera del lavoro di Brescia

0
Bandiera Cgil
Bandiera Cgil

Bisogna fare più per tutelare la sicurezza dei lavoratori. A ribadirlo è una nota della Camera del lavoro di Brescia, che interviene sulla morte di Oscar Belotti, l’operaio 35enne rimasto schicciato da un tornio alla Tur Meccanica Srl di Capriolo. Da inizio anno, sottolinea la , nel Bresciano si sono già verificati da inizio anno già sette lutti e 5.500 infortuni.

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Oscar Belotti è morto sul lavoro, era dipendente alla Tur Meccanica Srl di Capriolo da vent’anni. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri. Il lavoratore è stato trovato senza vita da un giovane stagista. I carabinieri e l’Ats stanno ricostruendo la dinamica dell’infortunio per stabilire le responsabilità.

Stando ai primi accertamenti, il lavoratore si sarebbe avvicinato alla zona di raccolta dei trucioli nella vasca di raccolta sottostante la macchina, quando è stato trascinato  dentro il meccanismo che non gli ha lasciato scampo.

Nel 2019 sono stati già sette gli infortuni mortali registrati nella nostra provincia e oltre 5.500 gli infortuni denunciati all’Inail.

L’amara constatazione è che la mancanza di interventi di prevenzione e di formazione dei lavoratori sono continuamente causa di infortuni, anche mortali.

Si tratta di una situazione di emergenza che ha superato i livelli di guardia. La sicurezza non può diventare una merce di scambio per competere nei mercati  ma deve essere garantita a prescindere. Occorre quindi rivedere tutta l’organizzazione del lavoro “distorta” fondata solo sulla “legge” del massimo profitto e che si rispetti quanto disposto dalle leggi (Testo Unico Sulla Sicurezza) e dai contratti in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro.

Serve dunque un impegno straordinario per incentivare l’utilizzo di strumenti e tecnologie adeguate alla prevenzione degli incidenti e, anche attraverso il miglioramento dell’organizzazione del lavoro, occorre che si mettano in campo soluzioni che consentano un significativo calo di infortuni e malattie professionali, puntando su cultura, formazione e rispetto delle normative.

Bisogna comprendere che la tutela della sicurezza e della salute delle persone costituisce il diritto fondamentale di una moderna civiltà del lavoro, non è più accettabile infatti che nel nostro Paese si registrino in media tre infortuni mortali sul lavoro ogni giorno.

Camera del Lavoro di Brescia

Fiom Cgil Brescia

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome