Allarme Olivicoltura: il freddo e la pioggia rischiano di compromettere l’annata

Rita Rocca e Marco Penitenti, soci di Confagricoltura Brescia, eletti nel consiglio della società cooperativa. In provincia di Brescia la superficie a uliveto è superiore a 2mila ettari e rappresenta l’88% del patrimonio olivicolo lombardo

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Olive, foto generica da Pixabay

L’ASSEMBLEA AIPOL CON RINNOVO CARICHE

Si è svolta nella serata di giovedì l’assemblea dell’Aipol – Associazione interprovinciale produttori olivicoli, società cooperativa, con il rinnovo delle cariche sociali: riconfermata Rita Rocca, dell’omonima azienda pluripremiata di Salò e presidente della Sezione olivicoltura dell’organizzazione, mentre fa il suo ingresso nel cda Marco Penitenti, tecnico olivicolo di lungo corso e tra i titolari dell’azienda Videlle Bionatura di Puegnago, entrambi soci di Confagricoltura Brescia

“In questi anni – commenta Rita Rocca – il settore dell’olio bresciano ha fatto passi da gigante ed è ormai un prodotto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. I miglioramenti, soprattutto sul fronte qualitativo – continua Rocca -, sono stati resi possibili dal sostegno professionale e tecnico fornito dall’Aipol, una realtà che ricopre un ruolo molto importante per i nostri produttori. Per questo – afferma ancora l’olivicoltrice -, augurando buon lavoro a tutti i componenti del nuovo consiglio, abbiamo ringraziato Giuseppe Comba, vicepresidente uscente tra i fondatori di Aipol, per tutto il lavoro svolto in questi anni, con passione e dedizione. Ora – conclude Rocca – dobbiamo proseguire lungo la strada tracciata, per un’ulteriore valorizzazione della qualità delle nostre produzioni, guardando anche ai mercati esteri”.

Nel Bresciano, la superficie a uliveto è superiore a 2mila ettari e rappresenta l’88% del patrimonio olivicolo lombardo.

Il 2018 era stato caratterizzato da un exploit produttivo senza precedenti, con una produzione triplicata, passata da 40.760 quintali (dato 2017) a 122.280, grazie a un clima ideale per lo sviluppo delle olive.

L’anno in corso, purtroppo, si sta presentando con caratteristiche ben diverse e tra i produttori c’è grande preoccupazione.

“L’andamento climatico – spiega Marco Penitenti, da anni punto di riferimento sul fronte della tecnica olivicola – da poco favorevole sta diventando drammatico: le continue piogge, il freddo anomalo, gli sbalzi termici e la mancanza di radiazione solare, stanno provocando un fortissimo ritardo nello sviluppo, nella vegetazione e nelle fioriture degli olivi. Già oggi – continua l’olivicoltore – possiamo pronosticare che la produzione è in parte compromessa. Stiamo infatti assistendo a notevoli anomalie: infiorescenze e grappoli fiorali mal formati, cascola degli stessi, abbondanti aborti fiorali. Rispetto al 2018, che era stato comunque un anno eccezionale – afferma -, allo stato attuale possiamo ipotizzare un calo produttivo del 30%, ma la situazione potrebbe peggiorare se, come sembra, l’estate si farà ancora attendere. Peraltro – conclude Penitenti -, a causa del meteo, anche la stagione turistica non è per ora decollata, generando una notevole flessione delle vendite dirette”.

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