Valcamonica, 2,5 tonnellate di cibo recuperate per aiutare le famiglie in difficoltà

l progetto Rebus (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente) promosso dalle Acli della Valle Camonica coinvolge diversi supermercati

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Raccolta di generi di prima necessità
Raccolta di generi di prima necessità

In Valle Camonica 2,5 tonnellate di cibo sono state recuperate e donate alla famiglie in difficoltà. Il progetto Rebus (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente) promosso dalle della Valle Camonica ha ricevuto infatti anche dal gruppo IPERAL e l’autorizzazione a ritirare nei punti vendita di Breno, Esine e Darfo (Centro commerciale Adamello) le eccedenze alimentari e i prodotti in scadenza.

Il progetto è attivo da due anni con le catene e MD, e si sviluppa grazie alla collaborazione con i volontari del Banco Alimentare Valgrigna, della San Vincenzo di Breno, Coop. di Bessimo, Caritas Cividate, Coop. La Mano, Suore Messicane, l’Unione dei comuni della Civiltà delle pietre e la Coop La Quercia, e permette a centinaia di persone e famiglie in difficoltà momentanea di usufruire di cibo di buona qualità. Il servizio è svolto in accordo e collegamento continuo con i servizi sociali della ASST e ha permesso di recuperare in questi due anni di attività oltre 2,5 tonnellate di cibo che altrimenti sarebbero diventati dei rifiuti.

Con la partecipazione di IPERAL e ALDI salgono a 7 i punti vendita della Valle Camonica che permettono il ritiro, tre volte alla settimana, dei prodotti da forno, freschi o in scadenza da distribuire alle persone in difficoltà. Con la Legge 166/2016 (cosiddetta legge Gadda) i , ristoranti e aziende possono donare prodotti alimentari in buone condizioni senza nessuna burocrazia. Attualmente oltre 150 famiglie e 200 ospiti di mense sociali o comunità di accoglienza possono beneficiare di questa iniziativa. L’auspicio è che anche i comuni diano un segnale di attenzione a questa iniziativa riducendo la Tassa Comunale sui Rifiuti ai supermercati che partecipano dell’iniziativa. Sarebbe un modo per incentivare ancora di più la donazione di cibo, evitando così che tonnellate di prodotti alimentari di ottima qualità diventino dei rifiuti, con altissimi costi ambientali e sociali.

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