Mare Jonio: scendono solo donne e bambini, nel frattempo è allarme acqua

Sulla nave restano ora 34 richiedenti asilo, assistiti - come medico di bordo - dal consigliere comunale bresciano Donatella Albini

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I richiedenti asilo a bordo della Mare Jonio, foto da pagina Facebook ufficiale

Sulla nave Mare Jonio, che fa capo all’Ong della sinistra antagonista Mediterranea, restano ora 34 richiedenti asilo, assistiti – come medico di bordo – dal consigliere comunale bresciano Donatella Albini. Ma i ministri del governo uscente (sia quelli della Lega, sia quelli del M5S) non ne autorizzano lo sbarco.

Nelle scorse ore i rappresentanti del governo avevano detto sì all’arrivo in Italia per donne, bambini e malati: una 70ina di persone in tutto. Ma per gli altri il quadro si complica. E ad aggravare la situazione c’è anche la crescente carenza di acqua e la conseguente “emergenza igienico-sanitaria” dichiarata ieri dall’equipaggio.

“In particolare – si leggeva sulla pagina Facebook ufficiale di Mediterranea Saving Humans – a destare allarme è la mancanza di acqua destinata a uso igienico e alle altre necessità di bordo, mancanza che si protrae da ormai 40 ore e di cui le autorità sono informate già dalle prime ore di ieri mattina. Sottolineiamo che questa emergenza non può evidentemente essere risolta con il semplice invio di bottiglie di acqua. Desta allarme inoltre la presenza a bordo di rifiuti derivanti dal salvataggio e dalla permanenza a bordo dei naufraghi (come i vestiti impregnati di benzina e di deiezioni): il rischio di malattie comunitarie è aggravato dalla mancanza d’acqua, con conseguenti possibili danni per la salute di naufraghi ed equipaggio”.

La soluzione al problema da parte delle autorità, con queste premesse, non potrà tardare ancora molto.

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