Omicidio di Lala a Manchester, carcere a vita per l’assassino

Il 21enne - fratello del fidanzato - ha minacciato Lala con un coltello per farsi dare i codici riservati del conto bancario online e dopo l'ha strangolata

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Momento di preghiera per Lala Kamara 16/03/2019 - ph Fotolive Pietro Canali
Momento di preghiera per Lala Kamara 16/03/2019 - ph Fotolive Pietro Canali

a vita per il 21enne di origini senegalesi ritenuto responsabile dell’omicidio di Lala Kamara, la 26enne italo-senegalese che da Brescia (Calcinato) si era trasferita a Manchester.

L’ è stato commesso il 9 marzo scorso al termine di una rapina: secondo la ricostruzione del drammatico episodio, il 21enne – fratello del fidanzato di Lala – avrebbe minacciato Lala con un coltello per farsi dare i codici riservati del conto bancario online e dopo l’avrebbe strangolata.

Nei giorni successivi il ragazzo ha usato la carta di credito di Lala Kamara e ha prelevato 50 sterline dal conto della giovane uccisa. Nel quadro d’accusa rientrano inoltre altri furti che il senegalese avrebbe portato a termine ai danni della bresciana, ancor prima di procedere al tragico atto finale.

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