Caffaro, tonnellate di sostanze tossiche nell’ambiente: Codacons fa esposto

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La sede Caffaro a Brescia
La sede Caffaro a Brescia

“Il disastro che la Caffaro arreca all’ambiente non sembra avere fine. Da 20 circa la società, ormai dismessa quasi totalmente, riversa tonnellate di sostanze tossiche nell’ambiente.”

Ecco perchè il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica, affinchè siano individuati e puniti i responsabili di quello che è a tutti gli effetti un disastro ambientale.

“L’Arpa – scrive il Codacons in una nota inviata alla stampa – ha di recente rilevato tracce di mercurio nel territorio attiguo (alla Caffaro, ndr), con conseguenze nefaste per la fauna (si parla di ingenti quantità di animali morti).”

La dispersione di veleni avrebbe inoltre conseguenze per l’essere umano: “è inoltre notizia recentissima che un bresciano su tre muore di tumore, 7.500 diagnosi tumorali nell’ultimo anno, e a detto numero manca il dato sui melanomi. 63.000 bresciani malati di tumore, su 1.200.000.”

“La provincia Bresciana – si legge nel comunicato – è tristemente nota come la “Nuova Terra dei Fuochi” perchè dilaniata dall’emergenza ambientale. Vighizzolo di Montichiari è già una realtà ricca di discariche, ma non si tratta di un caso isolato. Il vicino comune di Calcinato ospita una densità di rifiuti quasi pari. E così pure Castenedolo, Ghedi, e anche le vicine Buffalora e San Polo, frazioni di Brescia. La provincia di Brescia, nota per la metallurgia e l’acciaio (oltre che per le fabbriche d’armi della val Trompia), ha ormai una nomea guadagnata nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. E non sempre senza problematiche ambientali. In questa provincia lombarda finiscono rifiuti speciali di tutte le tipologie, pericolosi e non: reflui, scarti e rottami da trattare, inertizzare, fondere, o più spesso seppellire in discarica. Oppure bruciare: si trova a Brescia l’inceneritore più grande d’Italia, costruito nel 1992 per smaltire 290mila tonnellate di rifiuti all’anno e arrivato a bruciarne fino a 800mila (oggi si attesta sulle 600mila tonnellate annue).”

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