Garbelli: solo scienza e innovazione possono ridurre l’impatto dell’agricoltura

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Mandrioli, Garbelli, Piovan e Sandroni, foto da ufficio stampa Confagricoltura

Sulla scia del successo del Food&Science Festival di Mantova, Brescia ha scelto di portare nella nostra città un’anteprima dell’appuntamento mantovano con l’incontro che si è svolto questa sera, nel salone delle Rose dell’hotel Vittoria, per affrontare il tema “Agricoltura, cibo e ambiente: verità scientifiche, luoghi comuni e cattiva informazione”.

“Per Brescia oggi è una giornata importante – ha detto , presidente di Confagricoltura Brescia -: questa mattina infatti ho partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico del corso di laurea in Sistemi agricoli sostenibili dell’Università di Brescia: finalmente nella nostra provincia c’è una facoltà di agraria, fondamentale nel primo territorio agricolo d’Italia. Confagricoltura da sempre ritiene che solo la ricerca e l’innovazione possono far progredire il nostro settore e garantire una reale sostenibilità ambientale ed economica – ha continuato Garbelli – e per questo abbiamo voluto festeggiare l’importante novità accademica con un appuntamento pensato per sottolineare il profondo legame tra scienza e agricoltura. Lo sviluppo scientifico rappresenta la base per migliorare la nostra qualità di vita, l’ambiente e il territorio. È necessario – ha concluso il presidente di Confagricoltura Brescia – sfatare i luoghi comuni che circolano sul settore dell’agroalimentare e basarsi solo sulle verità scientifiche per prendere decisioni normative”.

L’appuntamento è stato introdotto da Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova, promotore del Food & Science Festival: “Chi non ha competenze – ha sottolineato – continua a parlare di cibo e agricoltura: con il nostro festival intendiamo riportare il dibattito all’interno della corretta informazione”.

“Purtroppo – ha spiegato Deborah Piovan, imprenditrice agricola e portavoce di Cibo per la Mente (manifesto in favore della ricerca e dell’innovazione firmato da tredici associazioni italiane tra cui Confagricoltura) – sulle fake news è stato costruito un marketing che crea un bisogno dove effettivamente non è presente. I dati dell’Efsa – ha proseguito – dimostrano che in Italia c’è il cibo più sicuro al mondo e i consumatori più preoccupati al mondo: è evidente che c’è un grave problema di comunicazione. Per risolverlo – ha concluso – è necessario insegnare il metodo scientifico, investire nella sperimentazione garantendo libertà di scelta sia all’imprenditore che al consumatore correttamente informato”.

Un terreno controverso è certamente quello della genetica. “Chi lavora in campo – ha detto Mauro Mandrioli, docente di Genetica all’Università di Modena e Reggio Emilia – deve poter utilizzare i risultati prodotti nei nostri laboratori: grazie alla nuova metodologia Crispr, è possibile creare varietà vegetali che hanno caratteristiche nuove. Non parliamo più quindi – ha affermato il professore – di piante geneticamente modificate, bensì di piante migliorate, che possono garantire risultati importanti proprio sul fronte della sostenibilità ambientale. Le scoperte della genetica sono sempre più significative – ha concluso – ed è assurdo rinunciare ad utilizzarle per garantire una maggiore produttività con più tutela per l’ambiente”.

Sul ruolo della chimica si è soffermato Donatello Sandroni, divulgatore scientifico ed ecotossicologo, dimostrando come siano numerose le false informazioni che circolano su questo tema: “Il vituperato glifosate – ha affermato – è undici volte meno tossico di antinfiammatori che normalmente vengono utilizzati nelle nostre case”.

 

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