Le sigarette elettroniche sono pericolose?

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Sigaretta elettronica, foto da Pixabay

Negli ultimi tempi, le sigarette elettroniche sono diventate le protagoniste di attacchi senza precedenti, soprattutto a causa di una serie di decessi e ricoveri provenienti dagli USA. Tuttavia, il panico generato rispetto all’utilizzo delle e-cig è in buona parte frutto di una campagna di disinformazione spregiudicata. Vediamo nel dettaglio quali sono le accuse alle sigarette elettroniche e se sono davvero pericolose come si dice.

La disinformazione sulle sigarette elettroniche

Il boom delle sigarette elettroniche ha offerto ai fumatori un’alternativa più “salutare” (rispetto alle sigarette tradizionali, anche se va precisato che non parliamo comunque di prodotti salutari) ed economica per non abbandonare del tutto il piacere e il gusto della loro abitudine. Il fenomeno ha avuto un’ampia incidenza anche sul mercato, con l’ingresso nella produzione di e-cig di tantissimi piccoli e medi competitori.

Questi fattori hanno certamente destabilizzato l’ordine costituito. In primo luogo, hanno per la prima volta messo in discussione il pugno di ferro delle grandi multinazionali del tabacco rispetto al consumo di prodotti da fumo. In secondo luogo, hanno inciso sugli enormi incassi che gli Stati possono vantare attraverso le royalties e i monopoli sulla vendita del tabacco, senza però pensare ai risparmi in termini di spesa per sanità pubblica legata ai minori rischi dello svapo rispetto al fumo tradizionale, di cui si è parlato ampiamente su svapostore.

È in questo frangente che i casi di ricoveri e persino di decessi che si sono verificati nell’ultimo anno negli USA sono stati ampiamente sfruttati dai detrattori delle sigarette elettroniche per avanzare critiche e dubbi sulla sicurezza di questo strumento. Da qui la campagna mediatica che, con spregiudicata superficialità, ha immediatamente associato allo svapare questi casi clinici. Dimenticando, tuttavia, un fattore che dovrebbe essere chiaro a tutti: la sigaretta elettronica, in quanto tale, è solo lo strumento per vaporizzare i liquidi. È ovvio che, se questi liquidi sono dannosi o pericolosi, non è certo colpa della e-cig se poi si verificano incidenti.

Non a caso, se si esaminano meglio i casi verificati negli USA, emerge chiaramente che le problematiche sono sorte in seguito al consumo, attraverso sigarette elettroniche, di liquidi a base di THC (peraltro vietati in molti paesi europei, compresa l’Italia), o contenenti elementi rischiosi come acetato di vitamina E e miclobutanile, una sostanza funghicida che, se bruciata, si trasforma in cianuro.

È risaputo che approfondire certi argomenti, quando l’informazione “ufficiale” sbatte in prima pagina una versione alterata o incompleta dei fatti, è molto difficile. D’altra parte, si dice che viviamo nell’epoca della “post-verità” e Internet e i social non fanno altro che evidenziare la capacità di diffusione delle fake news. Tuttavia, dal momento che qui si parla di salute e delle abitudini di milioni di persone, è opportuno approfondire i fatti in modo completo e, quindi, rispondere per bene a questa domanda: le sigarette elettroniche sono davvero pericolose?

Le accuse sui rischi delle sigarette elettroniche sono veritiere?

Innanzitutto è importante capire quali sono effettivamente i rischi legati alle sigarette elettroniche (se esistono) e come si spiegano, da un lato, le patologie riscontrate in alcuni consumatori e, dall’altro, le accuse che parte dell’opinione pubblica rivolge a questo prodotto.

Possiamo partire dalle conclusioni raggiunte durante il Global Tobacco and Nicotine Forum 2019, tenutosi a Washington, un importante summit cui partecipano esponenti dell’industria di sigarette (tradizionali ed elettroniche) nonché esperti di salute e di legislazione pubblica. L’obiettivo è quello di informare più accuratamente i consumatori sulle possibili patologie legate all’impiego di sigarette elettroniche, così da evitare che fake news sul tema possano disattendere la necessità di informazioni veritiere e minare un comparto che ad oggi è ancora in forte crescita, soprattutto tra i più giovani.

Ebbene, quanto emerso finora era sostanzialmente prevedibile. Gli esperti concordano nel ritenere che non è il fatto in sé di svapare a rappresentare un rischio per i consumatori (il vapore non genera combustione e non disperde carbonio e catrame): i rischi sono connessi, invece, alle tipologie di liquidi che vengono messi all’interno dei vaporizzatori. Ovviamente, è importante contrastare anche la vendita di sigarette elettroniche non certificate.

Non a caso, le raccomandazioni della Food and Drug Administration mirano ad avvertire i consumatori dal diffidare dalla vendita di prodotti da svapo in esercizi non autorizzati e, soprattutto, a non aggiungere sostanze illegali e pericolose all’interno delle e-cig legalmente prodotte e acquistate.

Tutto ciò, però, è stato pericolosamente ignorato dalla stampa, che in molti casi ha semplificato vergognosamente il problema, riconducendo i decessi e i ricoveri al fumo di sigaretta elettronica in quanto tale. In realtà, proprio il fatto che il prodotto abbia conquistato soprattutto i più giovani, ha rappresentato una spia per le legislazioni dei diversi paesi, che hanno accresciuto il numero di verifiche su tutta la filiera del prodotto, così da renderlo perfettamente sicuro.

Certo, nessuno nega che il consumo di liquidi per svapo contenenti nicotina conservi effetti deleteri a lungo termine sull’organismo o che si possa dubitare, in qualche modo, della capacità della sigaretta elettronica di favorire il processo di allontanamento dal fumo. Ma, come hanno chiarito molti esperti del settore, non ci sono semplicemente dati che evidenzino che le sigarette elettroniche siano dannose per la salute e, d’altra parte, nessuno è mai morto per il consumo di nicotina, quanto piuttosto per il catrame e i fumi della combustione del tabacco tradizionale.

È così che si spiega anche la recente petizione promossa negli USA per rimuovere il bando introdotto in alcuni Stati contro le sigarette elettroniche, che vengono invece considerate molto più sicure per milioni di persone, se sottoposte agli adeguati controlli e prodotte in conformità alle leggi di settore, rispetto alle sigarette tradizionali.

I rischi del mercato illegale di liquidi e di e-cig

Sembra, dunque, che tutto il castello di accuse contro il mondo delle e-cig sia da riconsiderare nei termini più ridotti di una campagna contro liquidi e prodotti da svapo non legali. Infatti, come evidenziato anche dai casi clinici diffusi negli USA, sono certe sostanze presenti nei liquidi le dirette responsabili delle malattie.

In particolare, l’acetato di vitamina E (anche conosciuto come tocoferolo acetato) è un additivo utilizzato in cosmetica e per la produzione di alcuni integratori alimentari, quindi non è di per sé dannoso per la salute. E, tuttavia, ci sono studi che dimostrano come la particolare struttura di questa molecola rappresenti un pericolo se inalata, anche se mancano studi approfonditi che possano ricondurre a tale componente dei liquidi un’efficacia scatenante sulla salute dei consumatori.

La verità, dunque, è che mancano, allo stato attuale, studi che mostrino concretamente quali sono gli effetti dello svapo sull’organismo. Eppure, tutti concordano nel ritenere che, se la sigaretta elettronica è prodotta osservando certi criteri e viene usata correttamente (soprattutto dal punto di vista dei liquidi che vengono poi inalati), le ripercussioni sulla salute sono nettamente minori rispetto alle classiche “bionde”.

È quanto affermato, ad esempio, dalla Public Health England, l’osservatorio inglese più importante in materia di salute pubblica, secondo cui le sigarette elettroniche sono meno dannose del 95% rispetto a quelle tradizionali, grazie all’eliminazione del catrame e dei gas tossici prodotti dalla combustione. Studi importanti, come quello pubblicato nel 2017 dalla rivista Annals of Internal Medicine, hanno confermato che entro i primi sei mesi dal passaggio alle e-cig si riscontra una significativa riduzione delle sostante cancerogene presenti nel corpo.

Ed è per questo che, tornando al punto da cui siamo partiti, si può sostenere con certezza che non sono le sigarette elettroniche legali il vero problema. È il loro uso sbagliato ad aver determinato conseguenze sulla salute dei consumatori, come dimostrato dal fatto che, nella maggioranza dei casi riscontrati negli Stati Uniti, c’è stato utilizzo di liquidi contenenti THC, universalmente noto come il principale principio psicoattivo della cannabis. Usare la sigaretta elettronica per inalare sostanze stupefacenti o comunque pericolose, perché non prodotte secondo metodi legali, è il vero problema. Il che può apparire scontato, ma tanto non deve essere sembrato alle folle inferocite e alimentate da una campagna di disinformazione senza precedenti.

Tra le abitudini più deleterie per la salute c’è quella, diffusa tra gli svapatori, di creare artigianalmente sostanze da miscelare nella sigaretta elettronica. Maneggiare sostanze di cui non si conoscono gli effetti (o di cui il consumatore non conosce l’accertata pericolosità) è un pessimo modo di usare le sigarette elettroniche. Viceversa, casi del genere non si verificano quando vengono utilizzati liquidi, anche contenenti nicotina, commercializzati e acquistati tramite il mercato legale e venduti anche in comodissimi kit pronti all’uso, come i kit joyetech, completi di sigaretta elettronica e liquidi, sicuri e certificati. E il motivo è presto detto: queste sostanze vengono prodotte da parte di centri specializzati, sono testate in laboratorio e soggette a controlli legislativi volti ad evidenziarne periodicamente qualità e pericolosità per i consumatori.

Le sigarette elettroniche sono davvero pericolose?

Ed eccoci giunti alla fine per rispondere alla domanda da cui siamo partiti: le sigarette elettroniche non sono pericolose, se sono legali. In moltissimi Paesi del mondo, Italia compresa, le e-cig vengono utilizzate da oltre dieci anni senza che siano mai stati riscontrati problemi di alcuni tipo; anzi, lo svapo ha permesso a molti ex-fumatori di smettere del tutto con il vizio, o comunque di ridurre considerevolmente l’esposizione a sostanze cancerogene contenute nelle sigarette tradizionali.

Una cosiddetta epidemia legata alle sigarette elettroniche è soltanto una bufala. Resa possibile, peraltro, non soltanto dalla disinformazione di molta parte dei commentatori, ma anche dal fatto che negli Stati Uniti è stato possibile (e forse più facile che in Italia) avere accesso ad un mercato illegale di liquidi e dispositivi da svapo, non autorizzati, non controllati e non approvati dalle autorità sanitarie pubbliche.

Far passare le sigarette elettroniche come dannose quanto le sigarette tradizionali è semplicemente falso. Speriamo, con la nostra indagine, di aver contribuito ad evitare che in questo, come in molti altri casi che riguardano direttamente le persone e le loro abitudini di salute e di consumo, venga impedita la diffusione di dati veritieri.

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