Chiari Week, giornalisti “minacciati di morte” in redazione

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Carabinieri
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Attimi di paura, ieri mattina, nella redazione del settimanale Chiari Week (parte del gruppo editoriale che pubblica anche il sito Bresciasettegiorni). Stando a quanto riportato on line, infatti, un uomo si sarebbe introdotto nella redazione chiedendo veementemente spiegazioni su un vecchio articolo, alzando la voce e – pare – minacciando ripetutamente di morte i presenti.

L’uomo sarebbe un italiano (anche se inizialmente era circolata la voce di uno straniero), che sarebbe stato “coinvolto” – non è chiaro a che titolo – in una brutta vicenda di cronaca avvenuta a Rovato circa tre anni fa. Ieri mattina, quindi, si sarebbe presentato – in stato di alterazione, riferisce l’articolo di Chiari Week – nella redazione di viale Mellini 11, a Chiari, evocando ingiustizie e risarcimenti, per poi – pare – passare alle minacce. Ma la freddezza dei presenti e il tempestivo arrivo delle forze dell’ordine hanno evitato che la situazione degenerasse.

Ai giornalisti della redazione di Chiari Week – fatta salva l’ovvia premessa che ad accertare le eventuali responsabilità del caso saranno le autorità preposte – BsNews.it esprime la propria piena solidarietà, sottolineando che ogni giorno in Italia sono numerosi gli episodi di giornalisti intimiditi e minacciati (fisicamente o attraverso querele temerarie) per il proprio lavoro e che ad ognuno di questi casi il sistema dei media – oltre che quello democratico – non può rispondere che con la piena solidarietà ai colleghi coinvolti.

Sull’accaduto è intervenuto oggi anche l’ex sottosegretario Claudio Cominardi (M5S), che – con un post su Facebook – ha espresso solidarietà ai giornalisti di Chiari Week. Di seguito il testo integrale:

“Vorrei esprimere la mia piena solidarietà nei confronti della redazione del ChiariWeek e di tutti i suoi collaboratori per le minacce ricevute. Non è affatto semplice fare i reporter sul campo, passare dalle notizie cosiddette leggere, alla politica, fino alla cronaca nera. Per quella che è stata la mia esperienza di rapporto con il ChiariWeek posso dire di aver avuto a che fare con giornalisti bravi, educati e soprattutto intellettualmente onesti, che di questi tempi è merce rara… Credo non ci possa essere peggior condizione del sentirsi insicuri all’interno del proprio ambiente di lavoro. Sentirsi insultati e minacciati per un innocuo articolo di giornale di 10 anni fa. Un’assurdità! Attenzione! Non stiamo parlando di milionari direttori di testata da salotto televisivo, stiamo parlando di giovani giornalisti che sudano il loro stipendio tutti i santi giorni sulla strada. Nella speranza che non si ripetano in futuro simili episodi, mando un forte abbraccio a tutta la redazione”.

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