Le sardine anti-Salvini arrivano anche a Brescia

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Le sardine arrivano anche a Brescia, foto da Pixabay

(a.tortelli) Il fenomeno delle “sardine” è pronto ad arrivare anche a Brescia. Anzi: è già arrivato con un gruppo Facebook che in poche ore ha raccolto oltre 3mila adesioni. Da lì dovrebbe nascere la prima iniziativa pubblica nella leonessa del movimento spontaneo nato per contrastare le politiche di .

Le Sardine sono nate a Bologna. A crearle sono stati tre amici 30enni, che hanno deciso di reagire all’arrivo di Matteo Salvini in città (per sostenere la campagna elettorale di Lucia Bergonzoni alla presidenza della Regione) promuovendo un flash mob in piazza Maggiore. L’invito per il 14 settembre recitava: “Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia”.

L’obiettivo dichiarato era quello superare le 5,750 presenze (quelle massime del Paladozza, in cui si sarebbe tenuto un concomitante evento con il leader leghista), riempiendo piazza Maggiore (che ha una capienza massima di 6mila persone). Ma sul posto  – con una sardina disegnata in mano – si sono presentati in 15mila. Un risultato ottenuto soltanto grazie al passaparola on line e replicato poi a Modena con 7mila presenze.

Ora si attende il primo evento a Brescia. “Sulla scia del movimento nato a Bologna – scrivono i promotori del gruppo bresciano su – ci sentiamo anche noi sardine, contro il razzismo, contro l’intolleranza e contro tutti i sovranismi. Le sardine, muovendosi in branco, disorientano l’aggressore. Vogliamo un paese libero da tutte le forme di discriminazione. Siamo un gruppo apartitico, unito contro ogni forma di intolleranza, di violenza e di arroganza, sia nella vita politica, che sul web. I commenti razzisti, misogini, omofobi o aggressivi saranno bannati dagli amministratori. Vogliamo una politica più attenta alle minoranze, ai diritti civili e all’ambiente. Infine, siamo per la pace fra i popoli e fra le singole persone”.

Il gruppo Facebook è amministrato da Daniela Ionita, Miriam Mostarda e Giovanni Cottinelli, tre giovani che – da una sommaria “indagine” via Google – non sembrano avere collegamenti diretti con i partiti bresciani del centrosinistra.

 

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