Seggiolini per auto con anti-abbandono e multe: che fare?

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Seggiolini per bambini in auto, cosa prevede la legge

La nuova normativa sui seggiolini anti-abbandono per bambini in auto fa discutere, perché gli italiani hanno visto scattare l’obbligo in anticipo rispetto alle attese. E perché i casi di bambini deceduti per abbandono nell’ultimo decennio sono meno di una manciata: molti meno di quelli per il mancato utilizzo del seggiolino o per incidenti causati dall’uso del cellulare dei guidatori. La certezza, però, è che la legge è in vigore e pienamente operativa. Da subito. Almeno per ora. Dubbi? Vediamo di capirci qualcosa in più?

COSA PREVEDE LA LEGGE SUI SEGGIOLINI

Il decreto legge impone l’obbligo dei dispositivi anti abbandono (con un allarme, visivo o sonoro, che scatterà nel caso in cui il bambino venga lasciato solo in auto) sui seggiolini per i bambini fino a 4 anni di età. E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 23 ottobre 2019 ed ufficialmente entrato in vigore il 7 novembre 2019. La normativa prevede che i seggiolini siano dotati di dispositivi (integrati o complementari ai seggiolini omologati) che si attivino automaticamente in caso di allontanamento del conducente dell’auto. Le multe, va precisato, scattano per chi non ha il sisstema, ma anche chi ne ha uno non autorizzato dal produttore o non conforme ai requisiti, oppure se il bluetooth dell’auto non è attivato o non funziona. In questi casi si rischia una multa da 83 a 333 euro, oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente. In caso di reiterazione si rischia la sospensione del documento di guida fino a due anni.

IL PROBLEMA DEI CONTRIBUTI

L’articolo 52 del decreto legge 124 del 2019 prevede un contributo di 30 euro per ogni seggiolino acquistato, ma il decreto legge che dovrebbe attuare l’erogazione non c’è ancora. Dunque chi vuole mettersi in regola da subito deve pagare tutto di tasca propria. L’alternativa, con tutti i rischi che comporta, è attendere.

IL PROBLEMA DELLA MANCATA DISPONIBILITA’ SUL MERCATO

L’altro grosso problema è che l’improvvisa entrata in vigore della legge ha provocato un assalto ai negozi e agli store on line che vendono dispositivi anti-abbandono. Dunque i dispositivi non si trovano e chi si è recato in un negozio si è sentito rispondere che l’attesa minima è di almeno un mese per vedersi consegnare il prodotto.

IL PROBLEMA DELL’OMOLOGAZIONE

Uno dei nodi principali è quello dell’omologazione dei seggiolini (per chi volesse approfondire le caratteristiche generali rimandiamo a questo articolo su Habu). I seggiolini in commercio – ovviamente – sono omologati, ma un dispositivo antiabbandono esterno (se pur omologato) potrebbe in astratto pregiudicare le condizioni di sicurezza del seggiolino. Il rischio, in caso di incidente, è dunque che le assicurazioni non paghino perché non si sono utilizzati prodotti a norma. L’unica via, temporaneamente, pare quella di utilizzare seggiolini e dispositivi antiabbandono della stessa marca. Ma secondo alcune fonti, al momento, non esisterebbe alcun dispositivo in grado di rispondere a tutti i requisiti stabiliti dalla legge per essere definito a norma e, dunque, ci si deve affidare all’autocertificazione di idoneità rilasciata dal produttore: l’unico documento da presentare in caso si venga fermati.

COSA PENSA DI FARE IL GOVERNO

Il Governo ha annunciato la volontà di attivare il prima possibile gli incentivi e sta lavorando a una propostaa di legge per differire al primo marzo 2020 l’applicazione della nuova legge, cancellando dunque le sanzioni e gli eventuali verbali elevati dalle forze dell’ordine. Nel frattempo, però, resta l’incertezza.

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