Post su piazza Fascista, Del Bono: tutti dicano no a violenza e dittature

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Il post inneggiante a piazza Loggia Fascista su Facebook

Facebook continua a far discutere il consiglio comunale. Nella mattinata di oggi l’aula ha infatti affrontato la questione del post pubblicato dal consigliere di quartiere filo-leghista Giuseppe Lupo, in cui si vedeva un’immagine di piazza Vittoria colma di militanti fascisti con la scritta “La piazza Vittoria che ci piace” e una emoticon con braccio destro alzato.

Lupo aveva poi tolto il post, chiedendo scusa, ma il consigliere Giovanni Acri (Fdi) nel frattempo aveva messo Mi piace (salvo poi precisare), mentre un altro consigliere di quartiere, Haller Ravelli, aveva addirittura espresso solidarietà a Lupo criticando il nostro giornale, che aveva dato per primo la notizia (altri ancora avevano commentato ambiguamente). Sul fronte opposto, invece, il presidente del Consiglio Roberto Cammarata aveva reagito con un post – poi corretto – che ha aperto un nuovo fronte di polemiche.

Oggi il caso è arrivato in aula con un’interrogazione della maggioranza. A esporre l’interrogazione il consigliere Pd Roberto Omodei che – pur dimenticandosi di citare la fonte – ha esposto i fatti e stigmatizzato il post di Lupo, citando ripetutamente il reato di apologia di e chiedendo al sindaco cosa intende fare per condannare determinati comportamenti.

“Vedo – ha replicato Del Bono – un clima limaccioso che, in maniera crescente, invita alla violenza politica e alla xenofobia e che può portare a un deragliamento del confronto civile e pacifico. Le istituzioni devono avere nettezza su questi argomenti e, tanto più nella città medaglia d’argento della Resistenza e segnata proprio da una bomba fascista, non devono sottovalutare fenomeni esistenti. E’ doveroso che tutte le forze politiche di questo consiglio dicano parole nette contro quella deriva. Il mio non è un invito ad adottare provvedimenti, che pure potrei fare: la cosa più importante – ha concluso – è dichiarare all’unanimità che siamo contro alle derive dittatoriali ed estremistiche”.

Un discorso interrotto più volte dalle grida delle minoranze, che hanno invitato il sindaco a prendere le distanze anche dal comunismo. Mentre Donatella Albini (Sinistra per Brescia) ha ricordato che – dopo la nota vicenda della nave Mediterranea – è oggetto di pressioni, di attacchi pubblici pesanti e di minacce.

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