Fondazione Bonoris, 401mila euro per i bimbi meno fortunati

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Una bambina con stampelle
Una bambina con stampelle, foto generica

La cultura del dono per crescere e superare le difficoltà. Se ne fa portatrice la Fondazione Bonoris, che dal 1928 persegue lo scopo di «promuovere e sussidiare istituti, enti e organizzazioni in genere […] delle Province di Brescia e di Mantova in parti uguali, che abbiano per fine anzitutto di prestare aiuto e protezione a minori e giovani privi del sostegno familiare».

La Commissione Consultiva della Fondazione si è riunita il 13 novembre deliberando complessivamente 401.200 euro in favore di enti e associazioni dedite alla cura e all’accompagnamento dei minori meno fortunati delle province di Brescia e Mantova. Percorsi di inclusione e relazione attraverso la musica, aree gioco in case famiglia, assistenza ai figli dei detenuti, integrazione scolastica e sociale di alunni sordi, supporto a bambini ipo e non vedenti, attività di doposcuola, solo per fare alcuni esempi. Numerose le aree tematiche su cui si fondano i 42 progetti finanziati (32 in provincia di Brescia e 10 in provincia di Mantova), che hanno però un denominatore comune: il sostegno ai minori in difficoltà e alle loro famiglie.

Ammontano a 221.500 euro i finanziamenti andati alle realtà bresciane, che possono essere così suddivisi: il 38.3% (85.000 euro) in favore di progetti educativi, il 36.3% (80.500 euro) a sostegno dell’indigenza, il 25.2% (56.000 euro) in supporto di percorsi legati alla disabilità.

Per la provincia di Mantova sono stati erogati 179.700 euro, di cui l’83.4% (150.000 euro) per il contrasto alla povertà, il 13.7% in supporto ai disabili e alle loro famiglie e il 2.7% (5.000 euro) per le realtà educative.

Come da statuto, alla riunione erano presenti mons. Gaetano Fontana, quale delegato del Vescovo di Brescia, mons. Paolo Gibelli, delegato del Vescovo di Mantova, e il dottor Ercole Soncini, erede della famiglia del conte.

A novant’anni dal gesto di generosità e di fiducia del Conte Gaetano Bonoris (1861 – 1923), che volle affidare il suo lascito all’omonima Fondazione amministrata dai Confratelli della Congrega, prosegue il cammino intrapreso a sostegno degli adulti di domani.

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