Loggia, Forza Italia sollecita: bisogna introdurre il Bilancio partecipativo

Gli azzurri sottolineano che "nel bilancio di Previsione 2020/2022 dell’attuale maggioranza, non c’è traccia di una previsione nella direzione"

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Paolo Fontana, Forza Italia
Paolo Fontana, Forza Italia

Il coordinatore cittadino di , , e la Capogruppo consiliare , con una nota, sollecitano la Loggia a introdurre il bilancio partecipativo per “dotare i consigli di quartiere di strumenti concreti e rafforzare, insieme, la partecipazione vera”. Gli azzurri, in particolare, sottolineano che quasi tutte le forze si erano espresse favorevolmente all’ipotesi e che “nel bilancio di Previsione 2020/2022 dell’attuale maggioranza, non c’è traccia di una previsione nella direzione di destinare risorse specifiche per il Bilancio Partecipativo”.

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Per realizzare una vera partecipazione e valorizzare il ruolo dei Consigli di Quartiere riteniamo che uno degli aspetti fondamentali sia anche quello che gli stessi possano incidere concretamente sulle scelte d’investimento della città.

Anche in considerazione di ciò abbiamo presentato tempo fa una mozione per introdurre a Brescia il Bilancio Partecipativo e, sulla base della proposta, le forze politiche presenti in Consiglio Comunale in maniera quasi unanime si sono impegnate, con una raccomandazione, ad affrontare il tema e condividere una proposta.

I tempi sono maturi per passare dalle parole ai fatti e questa necessità diviene ancor più stringente dopo aver constatato con nostro disappunto, in recente Commissione Bilancio, che nel bilancio di Previsione 2020/2022 dell’attuale maggioranza, non c’è traccia di una previsione nella direzione di destinare risorse specifiche per il Bilancio Partecipativo.

Una forte democrazia di prossimità ha bisogno, per radicarsi con efficacia, anche di strumenti concreti ed economici; Per noi il bilancio partecipativo può essere inteso come uno strumento preparatorio e di sostegno alla redazione e preparazione del bilancio preventivo, e rappresenta inoltre uno strumento di ascolto, perché permette ai cittadini di presentare le loro esigenze ed illustrare le eventuali problematiche locali, di valutare le spese previste nel bilancio, di orientare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da attivare o migliorare

Attraverso il bilancio partecipativo è possibile costruire un rapporto diretto tra cittadini e istituzioni locali e riavvicinare le persone all’impegno politico , al bene comune e al governo della città.

Naturalmente sono tanti i modelli per realizzare un bilancio partecipativo ed è quindi fondamentale che si avvii finalmente un confronto, non solo in consiglio comunale, ma soprattutto con i consigli di quartiere per condividere le proposte.

Certamente bisogna iniziare a pensare di destinare, anche in previsione dei prossimi anni, una parte del budget dell’ente ( uno o più capitoli di spesa del bilancio che interessano direttamente la cittadinanza ) e per questo noi presenteremo , nel prossimo consiglio dedicato alla previsione di Bilancio, un emendamento per destinare una parte del bilancio al Bilancio Partecipativo ; un emendamento che vuole essere uno strumento per aprire un vero confronto e condivisione con tutte le forze politiche al fine di dotare i consigli di quartiere di strumenti concreti e rafforzare, insieme, la partecipazione vera a BRESCIA.

Coordinatore Cittadino Paolo Fontana Capogruppo Consiliare Paola Vilardi

Il Vice Coordinatore Flavio Bonardi Il Vice CoordinatoreMarco Rossi Il Vice Coordinatore Marco Salvo

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  1. Non serve un bilancio fatto di proposte che vengono dal basso e che poi, alla fine, non vengono ascoltate. Come non servono i consigli di quartiere, così come sono stati attuati. I problemi della città, e soprattutto delle periferie sono arcinoti. Sono gli amministratori che non li colgono e che non impostano un dialogo con i cittadini. Alcuni consigli di quartiere si lamentano del fatto che la gente non partecipa. Ma non si domandano il perchè…. La gente, e anch’io mi ci metto, è arcistufa di continuare a ripetere le stesse cose per anni, che poi non vengono fatte. E quindi rinuncia e si allontana da quello che percepisce solo un teatrino. E’ il politico, sia di maggioranza che di opposizione, che non coglie che in questa maniera si alimenta soltanto lo scontento. Uno scontento che però non trova un’adeguata espressione attraverso la politica. E quindi, il politico medio, non lo considera un suo problema.

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