Confartigianato fa i conti: 2019 di Brescia in rosso, politica faccia di più

A lanciare l'allarme sono stati questa mattina, in una conferenza stampa convocata nella sede di via Orzinuovi, i vertici di Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale: il presidente Eugenio Massetti (fresco di conferma in Camera di commercio) e il segretario Carlo Piccinato

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Eugenio Massetti e Carlo Piccinato, Confartigianato

Il 2019 del sistema delle imprese bresciane è stato un anno decisamente in rosso su tutti i fronti. Anche in paragone alle altre province lombarde. E la politica, ancora una volta, è chiamata a fare di più.

A lanciare l’allarme sono stati questa mattina, in una conferenza stampa convocata nella sede di via Orzinuovi, i vertici di Brescia e Lombardia Orientale: il presidente (fresco di conferma in Camera di commercio) e il segretario , che tra le altre cose hanno presentato i dati – decisamente preoccupanti – di un’indagine dell’ufficio studi di Confartigianato Lombardia su dati Unioncamere, Banca d’Italia e Istat.

Una fotografia autorevole, anche perché a scattarla – basandosi su fonti certificate – è “l’organizzazione leader di rappresentanza della piccola e media impresa del territorio”, che rappresenta il 52 per cento degli imprenditori artigiani di questa provincia (dati camerali). Confartiginato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, infatti, raccoglie oggi 15.145 associati (oltre 10.500 imprese), divisi in 15 uffici di mandamento e dà lavoro direttamente a 167 persone, un valore – quest’ultimo – in crescita rispetto agli anni precedenti.

Ma, come detto, c’è poco da festeggiare. Perché complessivamente il sistema Brescia è arretrato notevolmente. Stato ai dati esposti da Piccinato – di cui diamo conto in maniera approfondita in questo articolo – infatti Brescia nel 2019 è stata una delle tre sole province lombarde che, con Varese e Mantova, è arretrata in tutti e sei i parametri presi in considerazione.

E’ calato infatti il numero complessivo delle imprese, ma hanno registrato il segno meno anche il dato delle realtà artigiane, l’export complessivo, l’export artigiano, l’erogazione del credito da parte delle banche e i finanziamenti alle imprese artigiane. Nell’artigianato, in particolare, si registrano 390 imprese in meno, mentre l’export del settore è calato del 3,1 per cento (385 milioni in meno). Allo stesso modo gli istituti di credito hanno ridotto i finanziamenti complessivamente per  2 miliardi e 719 milioni di euro (313 milioni in meno per gli artigiani).

“Un quadro che si fa fosco”, ha sottolineato Piccinato. E subito gli ha fatto eco Massetti, che ha puntato il dito in particolare sulla questione dei crediti alle imprese, che in Italia – dal 2001 – sono diminuiti ben del 41,8 per cento.

“I governi mettono risorse per il reddito di cittadinanza, ma noi vogliamo che cresca il reddito da lavoro – ha detto – l’attuale situazione dei rapporti con le banche penalizza fortemente le nostre imprese e anche le Cooperative artigiane di garanzia (nonostante la nostra abbia chiuso il 2019 con il segno più) devono tornare a essere un vero filtro tra banche e aziende. Altrimenti saranno sempre più quelli che molleranno, senza nemmeno chiedere i soldi in prestito”.

Massetti, quindi, ha passato in rassegna quanto fatto da Confartigianato per sostenere gli associati. Dalla battaglia – vinta – per fare sì che lo sconto in fattura per chi sistema casa non “uccidesse” le imprese artigiane a quella – ancora in atto – per evitare che i costi di chi non paga le bollette ricadano sulla collettività. Ancora, ha sottolineato con orgoglio il lavoro del consorzio Cenpi, che lo scorso anno “ha fatto risparmiare ai mille associati bresciani circa 1,8 milioni di euro in bolletta sull’elettricità”. E ricordato che la sfida per il 2020 è quella di puntare sul welfare, stringendo un accordo con imprese e sindacati perché i premi di produttività vengano assegnati in questa forma.

Infine, il presidente di Confartigianato ha ricordato le grandi opere, parlando di un 2019 con elementi positivi, come il reinizio dei lavori sulla corda molle e l’appalto dell’Autostrada della Valtrompia. Ma citando anche esempi negativi, come l’ di Montichiari, per cui “finché la regione Lombardia e il Veneto non definiranno una linea comune il nostro scalo rimarrà uno dei tanti scandali italiani”.

Positivi – dopo qualche anno più complicato – anche i rapporti con le altre associazioni artigiane. Ma resta il nodo della politica. “La nostra provincia” – ha concluso Massetti – “ha energie vitali importanti: basterebbe che la politica le sostenesse concretamente per aiutare l’economia a riprendersi”.

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