Economia, Sivieri (Api): 2020 sarà complicato, serve più coraggio

L'ultimo trimestre conferma il rallentamento, il 2019 va peggio del 2018 e le attese per la prima parte del 2020 sono all'insegna della stabilità

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Douglas Sivieri, presidente di Api, foto da ufficio stampa, www.bsnews.it
Douglas Sivieri, presidente di Api, foto da ufficio stampa, www.bsnews.it

L’ultimo trimestre conferma il rallentamento, il 2019 va peggio del 2018 e le attese per la prima parte del 2020 sono all’insegna della stabilità, anche se non mancano alcune indicazioni positive dal fronte del mercato interno. A osservarlo è il Centro Studi di nell’analisi congiunturale sul quarto trimestre 2019, realizzata attraverso un questionario a 100 associate. Lo studio sull’ultimo trimestre, come di consueto, mette a confronto anche l’anno appena trascorso con quello precedente e osserva le aspettative per il nuovo anno.

A livello congiunturale l’ultimo trimestre non inverte la tendenza: «Continuano i segnali di rallentamento nei principali indicatori congiunturali – osserva il centro Studi -. Fatturato in crescita in poco più di 4 imprese su 10 (ma il 39% ha rilevato una contrazione); ordini crescenti per il 30% dei rispondenti, ma calano per la metà degli intervistati; male la produzione, che cala per più di 4 intervistati su 10; modesta la crescita dell’occupazione (17% dei casi, ma il 9% riduce l’organico)». L’ultimo trimestre è anche poco confortante rispetto agli ordinativi dall’estero (sia Ue che extra Ue). «Si riscontra invece una vivacità, assente nel terzo trimestre 2019, sul mercato domestico – registra il report -: una sferzata di fine anno che porta un aumento marcato degli ordinativi in Italia per 2 imprese su 10, mentre un altro 12% rileva un incremento pur contenuto». Sempre dall’Italia arrivano però anche le contrazioni più consistenti (43%), gravi per 3 imprese su 10. Nel complesso, l’intero 2019 presenta dati meno positivi rispetto al 2018. Per quanto concerne le previsioni sul 2020 «prevale la stabilità per il primo semestre dell’anno ma rimangono significative le proiezioni negative, nelle quali cali contenuti ma di sovente anche marcati sovrastano numericamente i casi positivi. Il fatturato Italia si connota per elevata variabilità, con picchi (in aumento o in diminuzione) non trascurabili».

«Si continua a navigare a vista e quanto osserva il Centro Studi conferma che il 2020 sarà un altro anno complicato per le PMI – afferma il presidente di Apindustria -. L’export ha avuto un rallentamento e il mercato interno continua a essere troppo debole. Ci sono segnali positivi da una parte ma anche conferme di grande difficoltà per numerose altre PMI. A non aiutare è anche una situazione politica che permane incerta e manovre finanziarie non all’altezza della situazione».

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