Brebemi, Balotta attacca: aumento di capitale per mascherare la crisi

"Nei primi nove mesi del 2019 - a 5 anni dall’apertura dell’autostrada - la società ha totalizzato una perdita netta di 26,7 milioni, e su Brebemi continua a gravare un indebitamento finanziario netto di 2,27 miliardi"

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Un casello dell'autostrada A35 Brebemi
Un casello dell'autostrada A35 Brebemi
L’assemblea dei soci della Brebemi ha approvato  un aumento di capitale da 22,2 milioni di euro, per dare – come si legge in un comunicato dell’azienda – “nuovo impulso alla società,  che continua a registrare sensibili aumenti di traffico”.
“In realtà, attacca di Onlit, “il rifinanziamento della   si è reso necessario perché  nel corso del 2019 le perdite hanno superato un terzo del capitale sociale e per nascondetre la crisi della concessionaria”. A sottoscrivere l’aumento di capitale sono stati  i soci di minoranza: Pizzarotti, oggi al 7,4%, e il Consorzio Cooperative Costruzioni e CCC Società Cooperativa. Le tre imprese, però, non verseranno nuova liquidità, ma rinunceranno a dei crediti che vanta nei confronti della società che gestisce la Brebemi.
Per quanto riguarda il conto economico, ricorda sempre Balotta, “nei primi nove mesi del 2019 – a 5 anni dall’apertura dell’autostrada – la società ha totalizzato una perdita netta di 26,7 milioni, e su Brebemi continua a gravare un indebitamento finanziario netto di 2,27 miliardi”.
Balotta, infine, parla dei dati di traffico e della questione dei debiti con Intesa: “L’apertura del collegamento con l’A4 – costato 60 milioni di euro e che ha consumato altri 50 ettari di suolo agricolo – non ha ribaltato la situazione. La leggera variazione del traffico – che resta sempre inferiore a quello di una strada provinciale – non basta neppure per iniziare a pagare gli oneri finanziari annui di 80 milioni di euro.  Passati oramai 5 anni sui 25 della concessione, Brebemi non ha ancora cominciato a pagare il mutuo contratto con le banche, e banca Intesa, che controlla l’87% delle azioni dell’autostrada, si trova ora nell’imbarazzante situazione di essere al tempo stesso al tempo stesso debitrice e creditrice di se stessa. Presto vedremo se si giocherà la partita del recupero crediti o se questi diventeranno crediti inesigibili, facendo perdere 2 miliardi all’Istituto di credito grazie a un finto project financing, e un’opera che si dimostra sempre più inutile”.

 

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  1. Come volevasi dimostrare, un’opera inutile, che ha solo indebitato gli enti, cementificato ettari di terreno e costosa. Come la metro a Brescia, che fa concorrenza al trasporto pubblico, invece di diminuire drasticamente quello privato. Con la differenza che con Brebemi escono i numeri e la verità, con la metro no.

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