Le abitudini di spesa vanno sempre più verso l’online

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Shopping on line, foto generica
Shopping on line, foto generica

Le abitudini di spesa degli italiani dei bresciani, come noto, si stanno orientando sempre di più verso l’on line. In tutti i settori. Un fenomeno che pare ormai inarrestabile in tutto il mondo Occidentale e che, purtroppo, sta provocando non pochi disagi al tessuto economico tradizionale, fatto di costi di servizio ben maggiori e di capacità di attrarre i clienti molto più ridotta rispetto ai grandi competitor mondiali. E a questi si aggiunge un problema di prospettiva ancora più preoccupante, perché gli utili prodotti dal territorio ricadono sempre meno sul territorio stesso, andando invece a perdersi nei bilanci faraonici delle multinazionali del settore. Cosa sta cambiando? Impossibile tracciare un quadro in poche righe, ma di seguito abbozziamo alcune fugaci osservazioni sulle tendenze in atto in alcuni settori… Solo per fornire alcuni spunti di riflessione.

NEGOZI FISICI VS NEGOZI ON LINE

I negozi di abbigliamento sono in difficoltà da tempo. Ma tanti resistono. In generale, però, si sta facendo sempre più forte la concorrenza delle grandi catene interrnazionali, che consentono di ricevere la merce a casa e di renderla – eventualmente – a costo zero. Il risultato è che, ormai, molte persone vanno nei negozi a provare i vestiti e a vederli, per poi comprarli – quando escono – nello store on line che garantisce i prezzi migliori.

IL CIBO SI ASPETTA A CASA

Il food è probabilmente la moda del momento in Italia e, non a caso, ristoranti e bar si sono moltiplicati notevolmente negli ultimi anni. Ma sta crescendo sensibilmente anche il fenomeno delle consegne a domicilio. Non parliamo più, però, solo pizze. Ora, infatti, a casa si aspettano anche sushi, kebab e cucine etniche. Ma la tendenza è molto più spinta: c’è chi aspetta a domicilio anche la cena del ristorante stellato oppure la borsina della spesa con gli ingredienti (già dosati) per preparare il piatto scelto online…

FINANZA SEMPRE PIU’ VIRTUALE

Le banche, come noto, continuano a chiudere gli sportelli sul territorio. Troppo costosi da mantenere e troppo scomodi – per ubicazione geografica e orari di apertura – rispetto ai servizi virtuali rispetto alle esigenze dell’utenza. Anche la finanza è diventata sempre più virtuale. Sempre meno persone, se si esclude chi ha grandi capitali, si rivolgono ai canali tradizionali di investimento, preferendo gli strumenti online e il fai-da-te. Anche i beni oggetto di transazione si stanno facendo sempre più virtuali. Non più azioni di società esistenti, ma rischiosi investimenti a leva (in cui non si possiede il titolo, ma lo si “prende in prestito”). Non più monete tradizionali, ma criptovalute che non poggiano su nulla di reale e il cui prezzo può essere soggetto a variazioni davvero pesanti.

IL TEMPO LIBERO… SI PASSA A CASA

Il tempo libero lo si passa sempre più a casa. Ciascuno si sceglie il suo passatempo, ma l’elemento ricorrente è sempre più il divano. C’è chi passa ore sui social, oppure chi passa al setaccio le piattaforme di dating nella speranza di trovare l’amore. Nel mondo dei giochi i casinò stanno chiudendo, ma non tanto per fare spazio alle sale slot (le cui attività sono giustamente limitate dalla legge) quanto al mercato – purtroppo non ancora adeguatamente regolato – delle sale scommesse virtuali, in cui domina la caccia spietata al bonus senza deposito più “ricchi”. Anche i videogiochi, ormai, la nuova moda sono i giochi in condivisione. Mentre per i film non c’è bisogno di raccontare come il fenomeno Netflix e affini stia  mettendo ancora più in difficoltà i cinema…

 

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