Vittorio Mero, una sera come tante d’inverno… | ZONA CIRO

Non ci credo. Perchè Vittorio Mero è un amico, prima di tutto. Perchè è un ragazzo di 28 anni, perchè non è giusto...

0
Zona Ciro, la rubrica di Ciro Corradini su BsNews.it

di – Una sera come tante in inverno. Col freddo che come un minatore impazzito ti scava le ossa cercando il midollo come fosse una vena aurifera. Una sera come tante. Con la pioggia che ti accompagna, con l’umidità che si fa toccare quasi fosse creta da plasmare. Una sera come tante ed una partita: c’è da lavorare. C’è Parma-Brescia di Coppa Italia al Tardini. Gioca Baggio? Mazzone la vuol vincere o c’è da pensare al Campionato? C’è un freddo boia. Cerco di stare al coperto. Sto in sala stampa, cerco un caffè, un the, qualcosa di caldo. Mi affaccio in tribuna. I giocatori del Brescia fan corsette da venti metri cercando di rompere il fiato. C’è una fetta del Tardini come fosse dipinta di biancazzurro, pennellate che vanno al cuore: sono i nostri tifosi. Mi suona il telefonino. Piu’ che un telefonino allora era una piccola cabina telefonica, un oggetto contundente. Penso che non ho voglia di rispondere. Ho troppo freddo. Chissà forse ho un presentimento. C’è il verde del campo che sembra chiamarmi. Perchè dovrei rispondere? C’è Baggio che si muove come stesse danzando perchè anche quando si scalda lui è diverso dagli altri. Ma non sono a Parma a far poesia. Sono lì per lavorare. Rispondo. C’è Nunzia dall’altra parte. Parole come coltellate. Parole come fossero macigni: Erbusco…. Ospitaletto… autostrada… pomeriggio… pioggia…. camion…. incidente.. morte… incidente… morte… lamiera… morte…

Non ci credo. Perchè Vittorio Mero è un amico, prima di tutto. Perchè è un ragazzo di 28 anni, perchè non è giusto, perchè ha un bimbo piccolo ed una moglie, perchè ha sogni da realizzare, partite da giocare, carezze da regalare, interviste da fare, gol da non far segnare, capelli da pettinare, perchè non si può morire così. Guardo il campo e non lo guardo. Non so che fare. Guardo negli occhi i colleghi: nessuno sa che fare o che dire. Intanto i giocatori del Brescia vanno sotto la curva. Parlano con i tifosi. Baggio scuote il capo, si toglie i guanti e li getta a terra prima di scomparire negli spogliatoi inghiottito da un dolore che è immenso perchè ci unisce tutti, un dolore che resta eterno, un dolore che ci accompagna e ci accompagnerà per sempre…

Vittorio Mero (Vercelli, 21 maggio 1974 – Rovato, 23 gennaio 2002)

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome