Brescia, in provincia raccolta differenziata media al 76,4%

Nel 2018 la frazione maggiormente raccolta è ancora quella verde, con più di 106mila tonnellate di materiale avviato a recupero; secondo l’organico con 87mila tonnellate

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Il nuovo presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi
Il nuovo presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi

La percentuale di media provinciale raggiunta nel corso del 2018 è stata del 76,44%, ancora in crescita grazie a molti nuovi comuni che sono passati a forme di raccolta più efficienti. La provincia nel complesso ha superato ormai nel 2016 il 65% previsto dalla normativa e sono solo 35 i comuni bresciani sotto l’obiettivo.

Come ogni anno la Provincia di Brescia, guidata da , ha presentato il Quaderno dell’Osservatorio Provinciale , che incrocia i dati forniti dai 205 Comuni della leonessa. Nel 2018 i rifiuti complessivi sono cresciuti del 3,8%: tale dato, oggettivamente negativo, può far sperare però in un segnale di ripresa economica.

DIFFERENZIATA, ECCO COME E’ COMPOSTA

Nel 2018 la frazione maggiormente raccolta è ancora quella verde, con più di 106mila tonnellate di materiale avviato a recupero; secondo l’organico con 87mila tonnellate. Diventa ancor più evidente la necessità impiantistica per queste frazioni. A seguire: carta, multimateriale, ingombranti, plastica e legno. Il rifiuto misto destinato al recupero energetico si è ridotto del 5,8% a 155mila tonnellate.

Cambia la composizione del multimateriale: tradizionalmente vetro-metalli in tutti i comuni, tranne quelli della Valcamonica che raccolgono congiuntamente vetro-metalli-plastica, col 2018 è stato introdotto il multimateriale plastica-metalli nei comuni della Valle Sabbia.

La raccolta del rifiuto ingombrante rimane ancora molto alta, con punte anomale in diversi comuni, a segnalare l’uso improprio di questa categoria di rifiuto che, pur se avviato ad impianti di recupero, contiene quantità molto rilevanti di materiali non recuperabili e costi elevati di gestione.

DIFFERENZIATA, I DATI DEI COMUNI

È Vallio Terme quest’anno il comune più virtuoso, con il 93,3% di raccolta differenziata e sono ben 77 i Comuni che si sono attestati sopra l’80%. Il Comune con più di 10.000 abitanti che ha ottenuto il miglior risultato di raccolta differenziata è stato Bagnolo Mella con l’88,3%.

Va segnalato l’ulteriore miglioramento ottenuto dal Comune di Brescia, che superando nel 2017 l’obiettivo di legge, ha raggiunto nel 2018 il 73,1%.

Una nota finale per l’introduzione della tariffa puntuale, ancora poco presente nei nostri comuni: nel 2018 la provincia ha erogato un contributo per agevolare quei comuni che passano da tariffa parametrica a puntuale; i comuni che l’hanno introdotta sono 33, 11 in più dell’anno precedente.

Nel 2018 sono stati 170 i Comuni oltre il 65% (28 più del 2017); 26 i Comuni che si trovavano tra il 45% ed il 65% (10 più del 2017) e 9 i Comuni ancora al di sotto del 45%.

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  1. Io però non capisco o non trovo dati eloquenti, alcuni aspetti: prima di tutto mi piacerebbe sapere se i costi, per esempio del comune di Brescia (visto che da circa un paio d’anni ha cambiato sistema), sono aumentati o diminuiti rispetto al sistema precedente e come questi eventuali aumenti sono stati finanziati (aumento delle tariffe?). Poi mi piacerebbe sapere se chi gestisce i rifiuti riciclabili (vetro, carta, plastica) setaccia di nuovo tutto quanto già noi cittadini differenziamo (con inevitabile aumento di costi) e, a questo punto, doppio lavoro, oppure prende per buono quello che mettiamo nei bidoni. Mi piacerebbe inoltre conoscere quanto introita il comune di Brescia dalla vendita del differenziato e, questo eventuale introito, cosa va ad abbattere. Infine mi piacerebbe sapere quanto è diminuito il rifiuto che finisce nell’inceneritore cittadino e, conseguentemente, da cosa viene quindi alimentato l’ecomostro.

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