Silvia Spera va alla “corte” di Landini: la Cgil di Brescia cerca un nuovo segretario

L’assemblea generale è stata riconvocata per il prossimo 24 febbraio. In questa data verrà reso noto l’esito delle consultazioni

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Silvia Spera, Cgil
Silvia Spera, Cgil

Nella mattinata di venerdì 7 febbraio, si è tenuta nella sede di via Folonari 20 l’assemblea generale della Camera del Lavoro di Brescia alla presenza del segretario generale della Maurizio Landini. All’ordine del giorno la proposta, avanzata dalla segreteria nazionale, di un nuovo incarico nel settore della contrattazione per la segretaria generale della Camera del Lavoro di Brescia .

La proposta, ha spiegato Landini, si inserisce in un quadro di investimenti e valorizzazione delle esperienze territoriali pensato in vista delle sfide che la Cgil nazionale dovrà affrontare nei prossimi mesi. Al centro della discussione saranno, infatti, i rinnovi contrattuali, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza e il sostegno alla proposta sulla Carta dei Diritti.

L’incarico è stato accettato dalla segretaria generale della Camera del Lavoro di Brescia Silvia Spera che si è detta disponibile ad entrare a far parte del gruppo dirigente nazionale.

In seguito all’accettazione dell’incarico, si apre ora la fase che porterà all’indicazione del successore di Spera alla guida della Camera del Lavoro bresciana. È stata, quindi, eletta la commissione di saggi – composta da Maurizio Landini, Elena Lattuada, Flavio Squassina, Patrizia Moneghini, Pierluigi Cetti e Antonio Ghilardi – che avrà il compito di condurre una breve fase consultiva.

L’assemblea generale è stata riconvocata per il prossimo 24 febbraio. In questa data verrà reso noto l’esito delle consultazioni e si procederà all’elezione del nuovo segretario generale.

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  1. Presumo sia stata premiata per il suo duro lavoro a fianco dei lavoratori (quali?). Intanto le tessere calano a vista d’occhio, la cgil è strapiena di stranieri, il lavoro per gli italiani da anni non c’è più, nessuno fa più la tessera, e loro vivacchiano alla vecchia maniera, da nomenclatura che ormai nemmeno la politica usa più, fra vecchi privilegi e assoluta lontananza dai problemi reali della classe lavoratrice. Fin che dura, come dicono anche i preti (loro amici) sulla questione otto per mille e quindi sull’essere mantenuti dalla società…

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