⚠️ Coronavirus, la guida: tutta la verità in cinque risposte | FACT CHECKING

Il Coronavirus fa tanta paura, ma per chi lo contrae non è più pericoloso di una normale influenza. Ad oggi il rischio principale è quello del panico

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Coronavirus, foto da Pixabay

Il fa tanta paura, ma per chi lo contrae non è più pericoloso di una normale influenza. Ad oggi il rischio principale è quello del panico collettivo, che potrebbe avere effetti gravi sulla salute generale e sull’economia (bresciana e italiana).

Di seguito, dunque, pubblichiamo una veloce guida per evitare di farsi prendere da paure ingiustificate a causa del Coronavirus.

IL CORONAVIRUS E’ PERICOLOSO?

Sì, ma all’incirca come la normale influenza e il rischio vero è soltanto per persone molto anziane o affette da gravi patologie pregresse. L’influenza – secondo recenti stime – provoca in Italia tra i 200 e i 400 morti all’anno, a cui vanno aggiunti tra i 4 mila e i 10 mila decessi indiretti, dovuti a complicanze polmonari o cardiovascolari. Il Coronavirus, secondo i dati di pochi giorni fa, ha colpito in Cina 76.936 persone: il tasso di mortalità è stato del 3 per cento (2346). Ma va tenuto conto del livello sanitario del paese, che oltretutto è andato in tilt per l’epidemia (abbassando ulteriormente gli standard). Nel mondo il tasso di mortalità è simile a quello dell’influenza: scende allo 0,2 per cento sotto i 30 anni e cresce con l’aumento dell’età (con punte vicine al 20% negli over 80). In Italia si registrano oggi 152 casi con 3 morti, con un tasso di mortalità del 2 per cento. Il giorno 25 febbraio il tasso di mortalità è salito al 3 per cento, ma si tratta di dati poco attendibili statisticamente, visti i bassi numeri del fenomeno.

++ AGGIORNAMENTO 25.02.2020 ++

PERCHE’ IL CORONAVIRUS FA TANTA PAURA?

Il vero fattore di rischio del Coronavirus è legato all’alta virulenza (cioè alla capacità di pazienti “malati” di diffondere il virus): l’aumento elevato dei ricoveri e l’assalto ai pronto soccorso, infatti – unito all’effetto panico collettivo – potrebbe mandare in tilt il sistema sanitario nazionale, con la conseguenza di un abbassamento dei livelli di cura e un aumento del tasso di mortalità. Inoltre potrebbero essere pesanti le conseguenze per l’economia (al momento, il rischio, è quello di un calo del Pil italiano tra lo 0,2 e lo 0,4 per cento).

CORONAVIRUS, A BRESCIA C’E’ DA AVER PAURA?

No. Ad oggi c’è un solo caso di bresciano colpito da Coronavirus: un 51enne di Orizinuovi. Anche se al Civile sono ricoverati pazienti da altre province. Molte le notizie circolate su Facebook nei giorni scorsi (con presunti casi a Concesio, Roncadelle e Montichiari) sono bufale. E’ comunque possibile che i casi aumentino nella nostra provincia, ma la situazione è sotto controllo.

++ AGGIORNAMENTO 25.02.2020 ++

CORONAVIRUS, BISOGNA FAR SCORTA NEI SUPERMERCATI?

No. Ad oggi non c’è alcuna emergenza in Italia. Il rischio, però, è che il panico generale riduca per alcuni giorni le scorte di alcuni prodotti, come è già successo nei supermercati bresciani con l’Amuchina (un’azione ingiustificata, come vi spieghiamo meglio nella prossima risposta). Per questo le autorità sanitarie italiane stanno intervenendo con tanta decisione. E’ comunque escluso che si possa verificare un’emergenza alimentare in Italia e dunque fare immotivatamente scorte di cibo serve solo ad alimentare il clima generale di panico.

COSA FARE PER EVITARE DI PRENDERE IL CORONAVIRUS?

I consigli sono molto semplici. Bisogna lavarsi le mani frequentemente: l’Amuchina non serve, basta utilizzare acqua calda e sapone sfregandosi bene per qualche secondo. Inoltre è bene evitare i luoghi affollati (soprattutto quelli al chiuso), perché un’alta densità di persone “costrette” a distanza inferiori di 1-2 metri favorisce oggettivamente la diffusione del virus (da qui la decisione di Regione e Stato di vietare gli eventi pubblici). Le mascherine oggi in commercio non servono ad evitare il virus, ma solo a non diffonderlo nell’ambiente quando lo si è contratto.

FOCUS: CORONAVIRUS, FONTI DI CONTAGIO (DA ASST BRESCIA)

La fonte di questo nuovo virus non è ancora nota e attualmente, in base alle informazioni disponibili, la trasmissione dell’Infezione da Coronavirus Covid 19 può avvenire se si verifica un contatto stretto tra un caso sintomatico e un soggetto suscettibile, sebbene venga ipotizzata la più rara pos-sibilità di trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici.

La via principale di trasmissione è rappresentata da:

• Goccioline di saliva: Le goccioline di saliva vengono espulse a breve distanza nell’aria durante la tosse, gli starnuti e, ovviamente, anche durante procedure quali aspirazione delle secrezioni respiratorie o broncoscopia; tali goccioline, pertanto, possono depositarsi sulla congiuntiva o sulle mucose nasali e orali di un soggetto suscettibile. Le goccioline non rimangono sospese nell’aria. Questa modalità, che si verifica a contatto stretto e ravvicinato (< 6 piedi = 2 metri) rappresenta la principale via di trasmissione oggi conosciuta della infezione.

Altre modalità di trasmissione sono:

Aerea: si realizza per disseminazione di nuclei di goccioline evaporate contenenti microrganismi, che rimangono sospesi nell’aria per un lungo periodo. In questo modo è possibile il contagio per persone molto lontane dal paziente infetto. Tale modalità si verifica soprattutto qualora manovre diagnostiche invasive generino aereosol
Possibile Contatto: tramite oggetti, superfici o abiti contaminate, mani contaminate non lavate, guanti non cambiati, etc. La trasmissione tramite contatto è ipotizzabile qualora mani o oggetti contaminati vengano portate a contatto con superfici mucose (occhi, bocca, etc.)

La possibilità di trasmissione tramite inalazione di particelle fecali (dove il virus è stato ritrovato) è in corso di verifica da parte di studi scientifici.

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Sos, foto da Pixabay

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